Ad agosto i furti in abitazione crescono di quasi il 40% rispetto a maggio, e più di uno su due entra da una finestra. Sono i due numeri da cui parte questa guida, perché cambiano l'ordine delle cose da fare prima di partire.
Non troverai un elenco di paure. Troverai da dove entrano davvero i ladri, quanto resiste ogni classe di serramento, che cosa mettere al sicuro e la sequenza di controlli da fare il giorno della partenza.
Quanto rischi davvero lasciando casa vuota ad agosto
Nel 2024 in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in abitazione, il 5,4% in più rispetto all'anno precedente. Il dato arriva dall'Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure, realizzato con il contributo del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell'Interno.
Va detta però anche l'altra metà, che i titoli allarmistici saltano: rispetto al 2019 i furti in abitazione sono in calo del 5,1%, e rispetto al 2014 del 33%. Il fenomeno non sta esplodendo. È solo molto concentrato, e la concentrazione è il tuo problema.
Guarda come si distribuiscono i furti nei mesi che portano all'estate:
| Mese | Furti in abitazione |
|---|---|
| Maggio | 9.714 |
| Giugno | 10.669 |
| Luglio | 12.792 |
| Agosto | 13.581 |
Sono quasi quattro furti in più ogni dieci fra maggio e agosto, e circa il 30% dei furti dell'anno si concentra nel trimestre estivo. La ragione non è che d'estate ci sono più ladri: è che ci sono più case vuote, e vuote per settimane invece che per ore.
C'è un ultimo dato che sorprende chi immagina il furto notturno: il 38% delle intrusioni avviene fra le 18 e le 22. Non nel cuore della notte, ma nella fascia in cui una casa disabitata resta al buio mentre tutte le altre accendono le luci.
Se ti interessa il quadro per area geografica, l'abbiamo analizzato in furti in abitazione al Nord Italia.
Da dove entrano i ladri quando sei in vacanza
Qui sta la sorpresa che cambia l'ordine delle priorità. Non è la porta blindata il primo problema.
| Via di accesso | Quota sul totale |
|---|---|
| Finestre e porte finestre | 46,4%, che sale al 52,8% in estate |
| Porta principale | 33,7% |
| Porte secondarie: garage, cantine, lucernari | 14,6% |
D'estate più di un furto su due entra da una finestra. Ha senso: si parte lasciando un'anta accostata per areare, le persiane di un primo piano sembrano un dettaglio, e un balcone raggiungibile dal terrazzo del vicino non viene quasi mai contato fra gli ingressi.
Il ragionamento pratico è semplice. Se hai un budget e devi decidere in che ordine spenderlo, parti da dove entrano di più. Una porta di classe RC4 su una casa con finestre al piano terra senza protezione è una spesa fatta nel punto sbagliato.
Finestre e porte finestre: il punto debole numero uno
Un vetro normale si rompe in pochi secondi e senza rumore, se chi lo fa sa come farlo. La protezione di una finestra si gioca su tre elementi, e conta il più debole dei tre.
Il vetro. La norma UNI EN 356 classifica i vetri stratificati di sicurezza in base alla resistenza all'attacco manuale. Un vetro antisfondamento non impedisce la rottura: impedisce il passaggio, perché il foglio plastico interno tiene insieme i frammenti e obbliga a lavorarci sopra per minuti, in piedi, facendo rumore.
La ferramenta. I nottolini a fungo con incontri antisfilamento sono ciò che distingue una finestra che regge da una che si apre con una leva sola. Sono anche l'intervento meno costoso di tutta questa guida.
La chiusura. Una maniglia con chiave sulla porta finestra evita il caso più banale: il vetro rotto vicino alla maniglia, la mano che entra e apre da dentro.
Sopra il vetro ci sono le protezioni meccaniche. Le inferriate vanno valutate come i serramenti, con una classe di resistenza dichiarata: la UNI EN 1627 le classifica insieme a porte e finestre, quindi una grata senza certificazione è un ornamento con un costo. Le persiane blindate risolvono il caso opposto, quello di chi non vuole barriere fisse a vista, e proteggono anche quando la finestra resta socchiusa.
Non dimenticare i varchi secondari: garage, cantine, lucernari e finestre dei bagni valgono insieme il 14,6% degli accessi. Sono i punti su cui si investe per ultimi e da cui si entra senza essere visti dalla strada, spesso perché una porta interna di collegamento fra garage e abitazione non ha nessuna protezione.
Se la tua situazione riguarda soprattutto balconi e portefinestre, ci abbiamo dedicato una guida a parte: come proteggere balconi, finestre e portefinestre.
La porta blindata: cosa dicono davvero le classi RC
La porta resta un terzo abbondante degli accessi, e su di essa esiste una misura oggettiva. La norma UNI EN 1627:2021 classifica la resistenza all'effrazione di porte, finestre e inferriate: ogni classe corrisponde a un tempo minimo di tenuta contro una dotazione di attrezzi definita.
RC2
Tre minuti contro cacciavite, pinza e cunei di legno. È la classe di ingresso, quella di molti serramenti venduti come antieffrazione.
Adatta a
- Appartamenti ai piani alti
- Porte interne di collegamento
- Chi parte da zero con un budget contenuto
LA PIÙ SCELTA
RC3
Cinque minuti contro un piede di porco fino a 710 mm e un secondo cacciavite. È il livello minimo sensato per un ingresso principale.
Adatta a
- Appartamenti e case in contesto urbano
- Porta di ingresso di una prima casa
- Chi vuole un rapporto equilibrato fra spesa e tenuta
RC4
Dieci minuti anche contro trapano, seghetto alternativo e mola portatile. Cambia la categoria di attrezzo, non solo il tempo.
Adatta a
- Villette isolate e seconde case
- Abitazioni non visibili dalla strada
- Chi lascia casa vuota per settimane
Due cose che i cataloghi non spiegano. Il tempo dichiarato è tempo di lavoro netto in condizioni di laboratorio, non il tempo che passa dall'inizio del tentativo: nella realtà vale di più, perché nessuno lavora indisturbato per dieci minuti. E la classe vale per l'insieme, non per il pannello: una porta RC3 con un cilindro scadente è una porta RC3 sulla carta.
Il cilindro europeo deve essere certificato UNI EN 1303 e protetto da un defender, cioè da uno scudo che impedisce di afferrarlo e strapparlo. Sul confronto fra i due prodotti che si trovano più spesso in offerta, trovi il dettaglio in porta blindata o porta rinforzata.

Il perimetro esterno: quello che si vede dalla strada
La selezione dell'obiettivo avviene prima del tentativo, e avviene guardando. Il criterio che governa questa fase si chiama prevenzione del crimine attraverso la progettazione ambientale, e si riduce a tre gesti concreti.
Togli i nascondigli. Una siepe alta davanti a una finestra protegge chi ci lavora sotto, non la casa. Le potature vanno programmate prima della partenza, non dopo.
Illumina il movimento, non il giardino. Una luce sempre accesa dice che nessuno la spegne. Un sensore di movimento dice che qualcosa reagisce.
Dimostra cura. Un vialetto pulito, un giardino curato, un cancello che funziona: comunicano presenza e manutenzione, cioè attenzione.
Nella stessa logica rientra la cartellonistica. Una targa di allarme o di area videosorvegliata lavora nella fase in cui l'obiettivo viene scelto, e per questo va messa dove si legge dalla strada. A una condizione, però: che corrisponda a un impianto reale. Un cartello senza nulla dietro sposta il rischio, non lo riduce, e chi torna una seconda volta lo ha già capito.
Le recinzioni seguono la stessa logica. Servono materiali che non offrano appigli e un'altezza che scoraggi lo scavalcamento, ma non una barriera cieca: un muro che nasconde completamente la casa dalla strada protegge chi ci sta lavorando dietro.
Come sceglie un ladro la casa da colpire
Chi entra in casa d'altri fa una valutazione di costi e benefici, e cerca il rapporto migliore fra ciò che porta via e il rischio che corre. Le case che finiscono in cima alla lista hanno tre caratteristiche ricorrenti: sono isolate o hanno una via di fuga comoda, mostrano segnali di assenza, e hanno protezioni fisiche visibilmente datate.
I segnali di assenza sono la parte che controlli davvero: posta accumulata, tapparelle tutte abbassate da giorni, nessuna variazione fra giorno e notte, bidone dell'immondizia fermo.
C'è poi una fase di sopralluogo che pochi conoscono, e che lascia tracce. La Questura di Cuneo ha diffuso un volantino con i segni usati per marcare gli obiettivi vicino al citofono o allo stipite: sembrano graffi, e per questo non destano sospetto, ma indicano se la casa è disabitata, se ci vive una persona sola, se l'obiettivo è considerato facile.

Allarme e videosorveglianza: cosa serve davvero
Un impianto di allarme protegge in due modi diversi, e conviene sapere quale dei due stai comprando. Il primo è la dissuasione: la sirena esterna visibile e la targa fanno parte della valutazione che avviene prima del tentativo. Il secondo è la reazione: qualcuno riceve la segnalazione e interviene.
Se la casa resta vuota per tre settimane, la sola sirena serve a poco: suona in un quartiere vuoto. È il caso in cui un impianto collegato a una centrale operativa cambia davvero la natura della protezione.
Sui sensori la scelta segue la pianta di casa. I contatti magnetici su porte e finestre intercettano l'apertura, quindi presidiano il perimetro; i volumetrici interni intercettano il movimento e coprono ciò che il perimetro si è perso. In una casa con molte finestre, presidiare solo il volume interno significa accorgersi del furto quando il ladro è già dentro.

Per la videosorveglianza contano tre cose e nessuna è il numero di pixel: la ripresa di notte, perché è quando serve; l'archiviazione fuori casa, perché un videoregistratore rubato insieme al resto non ha filmato niente; l'inquadratura dei punti di accesso, non del panorama.
Una nota che evita guai: le telecamere non possono riprendere suolo pubblico né le proprietà dei vicini. L'inquadratura va limitata alle tue aree, e se hai personale domestico ci sono obblighi ulteriori.
Che cosa mettere in cassaforte prima di partire
Nessuna difesa perimetrale è perfetta. La domanda giusta non è soltanto come impedire l'ingresso, ma che cosa succede se qualcuno entra comunque: qui si decide la differenza fra un danno e un disastro.
In cassaforte va ciò che è insostituibile o difficile da rimpiazzare: gioielli di famiglia, orologi, contanti, atti di proprietà, testamenti, polizze, copie dei documenti, chiavi di riserva dell'auto e di altre proprietà, dispositivi che contengono credenziali.
Sul dove, la logica dei ladri è nota: la camera da letto è la prima stanza visitata, ed è dove finiscono comodino e cassettiera. Una cassaforte a muro murata in un punto diverso e coperta da un mobile o da un quadro cambia il conto del tempo, che è la sola valuta che conta.
Cassaforte da muro Bordogna Andromeda
Grado 3 secondo la EN 1143-1, da murare: la classe che regge un attacco con attrezzi elettrici e resta invisibile dietro un pannello o un quadro.
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Vedi la scheda tecnicaSull'organizzazione interna, che è ciò che rende una cassaforte usabile davvero e non un contenitore che nessuno apre, abbiamo scritto una guida dedicata: contanti, gioielli e documenti. E se sei ancora nella fase della scelta, il confronto sta in cassaforte o armadio blindato.
Casseforti
Modelli certificati per ogni classe di resistenza, da murare, da mobile o da pavimento.
Vedi tutte le cassefortiSimulare la presenza senza raccontarlo ai social

L'obiettivo non è far credere che ci sia qualcuno: è non dichiarare che non c'è nessuno. La differenza è pratica, perché la seconda cosa costa zero e la prima richiede attenzione.
Le tre cose che tradiscono l'assenza sono la posta che si accumula, le tapparelle immobili e le luci che restano nella stessa posizione per giorni. Un temporizzatore che accende una lampada a orari variabili funziona meglio di uno che la accende sempre alle 20:00, perché la regolarità perfetta è un segnale quanto il buio.
Poi c'è la parte che nessun impianto risolve: le fotografie pubblicate mentre sei via. Una storia dal mare è un annuncio con data di inizio e durata stimata. Non serve rinunciare, serve rimandare: le stesse foto pubblicate al ritorno raccontano la stessa vacanza e non dicono a nessuno che casa tua è vuota adesso.
Infine l'alleanza che vale più della tecnologia: un vicino che ritira la posta, sposta il bidone e dà un'occhiata è il sistema di allarme più economico che esista, e l'unico che ragiona.
La checklist da fare il giorno della partenza
Le cose che si dimenticano non sono quelle difficili: sono quelle ovvie, saltate perché si parte di fretta.

Prima di chiudere la porta
Chiudi le finestre a chiave, tutte
Comprese quelle dei piani alti e del bagno. In estate più di un furto su due entra da lì.
Attiva la doppia mandata e verifica il defender
La mandata singola annulla la classe della porta. Il defender deve essere saldo, senza gioco.
Sposta i valori in cassaforte e chiudila
Anche gli oggetti che di solito restano nel cassetto per comodità: è il cassetto la prima cosa che viene aperta.
Programma le luci a orari variabili
Due punti diversi della casa, con orari che cambiano di giorno in giorno.
Chiedi a un vicino di ritirare la posta
La cassetta piena è il segnale di assenza più leggibile dalla strada.
Fotografa gli ambienti e gli oggetti di valore
Serve alla denuncia e alla perizia assicurativa, e si fa in cinque minuti.
Non pubblicare la partenza sui social
Le foto al ritorno raccontano la stessa vacanza senza annunciare la casa vuota.
Vale la pena rifare questo giro una volta all'anno con occhi diversi: uscire di casa, girarci intorno dalla strada e chiedersi che cosa si vede. Le finestre raggiungibili, la scala appoggiata al muro, la siepe che nasconde il retro: dalla strada si notano in trenta secondi, dall'interno non si vedono mai.
Che cosa fare per primo, se devi scegliere
Se questa guida dovesse ridursi a un ordine di priorità, sarebbe questo.
Comincia dalle finestre, perché d'estate sono più di metà degli ingressi e perché ferramenta e chiusure costano una frazione di una porta nuova. Poi la porta, con una classe RC coerente con quanto resta vuota la casa. Poi la cassaforte, che è l'unica cosa che lavora quando tutto il resto ha già ceduto. L'impianto di allarme viene dopo, non perché conti meno, ma perché su una casa aperta amplifica un problema invece di risolverlo.
E l'ultima, che non costa nulla: non dire in giro quando parti.
Faq – Domande frequenti
Quando avvengono più furti in abitazione durante l’anno?
Il picco è ad agosto, con 13.581 furti denunciati contro i 9.714 di maggio, cioè quasi il 40% in più. Circa il 30% dei furti dell'anno si concentra nel trimestre estivo, perché le case restano vuote per settimane invece che per ore.
Da dove entrano i ladri più spesso?
Da finestre e porte finestre nel 46,4% dei casi, percentuale che sale al 52,8% in estate. La porta principale è violata nel 33,7% dei casi e le porte secondarie, come garage e cantine, nel 14,6%. D'estate più di un furto su due entra da una finestra.
Che classe di porta blindata serve per una casa lasciata vuota a lungo?
La UNI EN 1627:2021 fissa i tempi minimi di resistenza: RC2 tre minuti, RC3 cinque minuti, RC4 dieci minuti anche contro attrezzi elettrici. Per un ingresso principale RC3 è il livello minimo sensato; per villette isolate e seconde case conviene RC4.
A che ora rubano più spesso i ladri?
Il 38% delle intrusioni avviene tra le 18 e le 22, non di notte. È la fascia in cui le case abitate accendono le luci e quella vuota resta l'unica al buio.
I segni dei ladri sul citofono esistono davvero?
Sì, non è una leggenda: la Questura di Cuneo ha diffuso un volantino con i simboli usati per marcare gli obiettivi. Sembrano graffi e per questo non destano sospetto. Se ne trovi uno non cancellarlo, fotografalo con un riferimento intorno e segnalalo alle forze dell'ordine.
Conviene lasciare le tapparelle abbassate quando si parte?
No, se restano abbassate per giorni sono uno dei segnali di assenza più leggibili dalla strada, insieme alla posta accumulata. Meglio lasciarle in posizione normale e affidare a un vicino i piccoli gesti che fanno sembrare la casa vissuta.
















