Nel 2024 in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in abitazione, il 5,4% in più del 2023, e la Lombardia da sola ne raccoglie il 22,1%. Ma il dato che cambia il modo di proteggere una casa non è quanti sono: è quando avvengono. Il mese peggiore non è agosto, l'ora peggiore non è la notte, e il varco più usato non è la porta.
Quanti sono, e dove
I numeri che seguono vengono dall'Osservatorio sulla sicurezza della casa di Censis e Verisure, quarta edizione 2025, elaborato con la collaborazione del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell'Interno. È la rilevazione che incrocia le denunce con le testimonianze delle vittime, e quindi l'unica che dice anche l'ora e il punto di ingresso.
Il quadro nazionale
Nel 2024 i furti in abitazione denunciati sono stati 155.590, con una crescita del 5,4% sul 2023.

Vale la pena aggiungere il contrappeso, che quasi nessuno riporta. Secondo ISTAT, nel 2023 le famiglie vittime di furto in abitazione erano 8,3 ogni mille, contro 7,6 nel 2022: la curva sale. Ma lo stesso istituto precisa che il tasso resta sotto i livelli pre-pandemici, in particolare al Nord e nelle Isole. Stiamo risalendo verso i valori di prima, non li abbiamo superati.
La geografia
| Regione o città | Furti in abitazione 2024 | Variazione sul 2023 |
|---|---|---|
| Lombardia | 34.333 | +9,2% |
| Veneto | in aumento | +16,8% |
| Roma, primo capoluogo | 8.699 | −8,8% |
| Milano, secondo capoluogo | 3.152 | −13,8% |
La Lombardia è prima per numero assoluto, con 34.333 denunce: il 22,1% del totale nazionale, per una regione che ospita circa un sesto degli italiani. La crescita più forte è però veneta, +16,8%.
Guarda ora le ultime due righe, perché smontano una scorciatoia. Milano cala del 13,8% mentre la Lombardia sale del 9,2%. Il furto in abitazione non è un fenomeno metropolitano che si irradia: cresce nelle cinture, nei comuni medi, nelle zone residenziali disperse, e nel capoluogo arretra.
Se abiti in una villetta a schiera in Brianza, il tuo rischio non somiglia a quello di un appartamento al terzo piano a Milano. Somiglia a quello del tuo vicino.
Il mese: non è agosto, è novembre
Questa è la credenza più diffusa, ed è quella che costa di più, perché fa alzare la guardia nel periodo sbagliato.
I furti in abitazione crescono davvero d'estate: nel 2023 si è passati dai 9.174 di maggio ai 13.560 di agosto, quasi il 48% in più. Il dato è vero e viene dalla terza edizione dello stesso osservatorio.
Solo che l'estate non è il picco dell'anno. Nel 2024 la distribuzione mensile è questa:
| Mese | Furti in abitazione 2024 |
|---|---|
| Novembre | 19.931 |
| Dicembre | 18.393 |
| Gennaio | 14.059 |
| Ottobre | 14.010 |
| Agosto | 13.581 |
| Luglio | 12.792 |
| Maggio | 9.714 |
Novembre fa il 46% di furti in più di agosto. E non è un'anomalia del 2024: anche nel 2023 i due mesi di testa erano novembre e dicembre.
Il rapporto lo scrive in modo esplicito, ed è la frase che vale l'intero articolo: la concentrazione di fine anno è «a ulteriore riprova che i malviventi non aspettano che le famiglie siano in ferie per agire».
Il motivo è più banale della paura che ci siamo costruiti: a novembre fa buio alle cinque. Non serve che tu sia in vacanza, basta che tu sia al lavoro e che la casa sia già nell'ombra quando ci arriva il ladro.
L’ora: il pomeriggio, non la notte
Nel 2024 il 31,7% dei furti in abitazione, 49.351 casi, è avvenuto fra le 14:00 e le 20:00. È la fascia più affollata di tutte.

Il resto della giornata si distribuisce così: 20% al mattino, fra le 7 e le 14; 10,5% in tarda serata, fra le 20 e le 24; 9,7% nelle ore notturne.
Sommali: la notte, quella del film con la torcia in bocca, vale meno di un furto su dieci.
Il dato è solido perché poggia sulle testimonianze: nel 71,9% dei casi, 111.819 episodi, la vittima è stata in grado di indicare l'ora. Non è una stima, è quello che ha raccontato chi è rientrato a casa.
Il pomeriggio vince per una ragione sola, e la fonte la dice senza giri: sono le ore in cui i componenti della famiglia sono ancora fuori per lavoro o per altro, e d'inverno la luce se n'è già andata. Il ladro non cerca il buio: cerca la casa vuota, e prende il buio come contorno quando c'è.
Questo cambia una decisione pratica. Se inserisci l'allarme quando esci di casa la mattina e lo disinserisci quando rientri la sera, sei coperto. Se invece hai l'abitudine di inserirlo solo la notte, stai proteggendo la fascia in cui i furti sono meno di uno su dieci, e lasciando scoperta quella in cui sono un terzo.
Il varco: quasi metà passa da una finestra
C'è un paradosso che vedo in quasi tutti i sopralluoghi: porta blindata pagata cara sul pianerottolo, e al piano terra un infisso in alluminio con la chiusura di serie.
Ecco la distribuzione reale del 2024, sempre secondo le testimonianze delle vittime.
| Punto di ingresso | Quota 2024 |
|---|---|
| Finestra o porta finestra | 46,4% |
| Porta principale | 33,7% |
| Porta secondaria: garage, cantina | 14,6% |
| Non ricorda | 5,3% |
Nel 2023 lo squilibrio era anche più netto: 52,8% dalle finestre contro il 44,6% da una porta, di cui solo il 33,2% dalla principale.
Due anni, stessa gerarchia: la finestra è il varco più usato, e lo è di misura. Le chiusure di un infisso standard cedono in pochi secondi a un piede di porco, o a un foro fatto col trapano all'altezza della maniglia. Se poi la finestra è raggiungibile da una grondaia, da un tubo del gas o dal terrazzo del vicino, l'altezza non protegge: rallenta di qualche secondo.
Il tema è trattato per intero in come si mettono in sicurezza balconi, finestre e portefinestre.
Non significa che la porta non conti. Significa che una blindata installata quindici anni fa oggi protegge meno di allora, perché a cambiare non è la porta ma il cilindro: le tecniche di apertura per manipolazione o percussione lavorano su quello, e su un cilindro di vecchia generazione lasciano pochi segni. La differenza fra i due prodotti, e cosa guardare in etichetta, sta in porta rinforzata e porta blindata non sono la stessa cosa.

Il principio che regge tutto: il tempo
Non esiste la casa inviolabile. Esiste la casa che chiede troppo tempo e troppo rumore, e che quindi viene lasciata perdere per quella accanto.
È l'unico criterio con cui giudicare una spesa in sicurezza: quanti minuti aggiunge. Un minuto in più dentro casa tua è un minuto in più di esposizione per chi è entrato, e chi ruba per mestiere quel calcolo lo fa prima di scegliere l'obiettivo.
L’ordine in cui conviene intervenire
Fai il giro della casa da fuori
Guarda la tua abitazione come la guarderebbe chi deve entrarci: una finestra al piano terra, una grondaia che arriva al balcone, una siepe che nasconde il retro dalla strada. Annota ogni varco.
Metti in sicurezza le finestre prima della porta Il passaggio che quasi tutti saltano
È il varco del 46,4% dei casi e quasi sempre l'ultimo della lista dei preventivi. Chiusure antieffrazione, inferriate dove il contesto le consente, vetri stratificati dove le inferriate non sono proponibili.
Aggiorna il cilindro della porta
Se la blindata ha più di dieci anni, il cilindro va sostituito anche se la porta è sana. È l'intervento col rapporto migliore fra spesa e minuti guadagnati.
Metti al sicuro ciò che è concentrato
Quello che sta in un cassetto se ne va in trenta secondi. Una cassaforte certificata e ancorata alla muratura obbliga chi entra a portarsi attrezzi rumorosi e a restare molto più a lungo.
Collega l’allarme a una centrale, non a una sirena
Una sirena fa rumore in un quartiere vuoto alle sette di sera. Una centrale con videoverifica manda qualcuno.
Sposta l’orario dell’allarme
Se lo inserisci solo di notte, stai coprendo il 9,7% dei furti. Inseriscilo quando esci: la fascia da difendere è il pomeriggio.
Sulla cassaforte una precisazione che vale i soldi che costa: quella da appoggiare in fondo all'armadio non protegge, viene portata via col contenuto. Conta l'ancoraggio alla muratura, e conta la classe certificata, che è anche ciò che l'assicurazione riconosce come mezzo di custodia.
La polizza: dove non paga
L'assicurazione è il secondo livello, e quasi sempre si scopre come funziona nel momento peggiore. Quattro situazioni ricorrenti in cui l'indennizzo salta o si riduce.

Nessuna effrazione, nessun rimborso. La garanzia furto presuppone che qualcuno abbia forzato qualcosa. Se la finestra era accostata e sono entrati spingendo, per il contratto non è un furto con scasso.
I valori dichiarati per difetto. Se hai dichiarato ventimila euro di beni e ne avevi il triplo, il perito applica la regola proporzionale e taglia l'indennizzo nella stessa misura in cui hai sottostimato.
I gioielli lasciati in giro. Le polizze distinguono i valori custoditi in cassaforte da quelli «ovunque posti», e per i secondi il massimale è molto più basso. È la ragione contrattuale, oltre a quella pratica, per cui la cassaforte cambia il conto finale.
Il concorso di colpa. Se il furto avviene senza forzatura di chiusure idonee, molte polizze applicano uno scoperto.
Sull'altro piatto: le compagnie riconoscono sconti sul premio a chi documenta porte certificate e impianti installati a regola d'arte. Chiedi sempre al fornitore la documentazione: serve all'assicurazione e serve alla detrazione fiscale, il cui stato aggiornato sta in bonus sicurezza, aliquote e regole.
Che cosa farei io, in questo ordine
Faccio questo mestiere da abbastanza tempo per dire due cose senza girarci intorno.

La prima: la sicurezza assoluta non esiste, e chi te la vende ti sta vendendo altro. La seconda: la differenza la fanno le scelte fatte prima, e sono quasi sempre meno costose di quanto si teme.
Se dovessi ordinare gli interventi per una casa singola al Nord, farei così: finestre del piano terra, cilindro della porta, cassaforte ancorata, allarme collegato a una centrale, polizza riletta con l'agente. In quest'ordine, e con la consapevolezza che i primi due coprono i due varchi da cui passa l'80% dei furti. Per il terzo punto il catalogo raccoglie le casseforti a muro certificate.
E cambierei un'abitudine che non costa niente: inserire l'allarme uscendo, non andando a dormire.
Faq – Domande frequenti
In che mese avvengono più furti in casa?
A novembre. Nel 2024 in Italia sono stati 19.931 a novembre e 18.393 a dicembre, contro i 13.581 di agosto e i 12.792 di luglio. I furti crescono anche d'estate, ma il picco dell'anno è nei mesi in cui fa buio presto.
A che ora entrano i ladri in casa?
Nel pomeriggio. Nel 2024 il 31,7% dei furti in abitazione, pari a 49.351 casi, è avvenuto fra le 14:00 e le 20:00. Le ore notturne pesano il 9,7% e la tarda serata il 10,5%: la notte è la fascia meno frequentata.
Da dove entrano più spesso i ladri?
Dalle finestre. Nel 2024 il 46,4% degli ingressi è avvenuto da una finestra o porta finestra, contro il 33,7% dalla porta principale e il 14,6% da una porta secondaria come garage o cantina.
Quanti furti in abitazione ci sono stati in Italia nel 2024?
155.590, il 5,4% in più rispetto al 2023. La Lombardia ne ha raccolti 34.333, cioè il 22,1% del totale nazionale, con una crescita del 9,2%.
Quando la polizza furto non rimborsa?
Quando manca l'effrazione, per esempio se sono entrati da una finestra lasciata accostata; quando i beni erano dichiarati per difetto, perché scatta la regola proporzionale; e per i gioielli non custoditi in cassaforte, che rientrano nel massimale più basso dei valori «ovunque posti».















