Sicurezza Domestica

Bonus sicurezza 2026: guida completa ad aliquote, interventi ammessi e procedure fiscali

Paolo Colnaghi
16 minuti di lettura
Bonus sicurezza 2026 cover articolo cln safety

Se stai valutando l'installazione di una porta blindata, di una cassaforte a muro o di un impianto di videosorveglianza per la tua abitazione, il 2026 è l'ultimo anno in cui puoi recuperare fino al 50% della spesa tramite detrazione IRPEF. Dal 2027 l'aliquota scende al 36%, dal 2028 crolla al 30% con un tetto di spesa dimezzato.

Il problema è che orientarsi tra aliquote differenziate, requisiti di ancoraggio delle casseforti, regole sul bonifico parlante e limiti per i redditi elevati non è semplice. Un errore nella causale del bonifico può farti perdere l'intera detrazione. Confondere "abitazione principale" con "prima casa" può costarti 14 punti percentuali di sconto fiscale.

Questa guida ti accompagna passo dopo passo, con tabelle riepilogative, esempi numerici concreti e le indicazioni operative per accedere al Bonus Sicurezza 2026 senza commettere errori.

Cos’è il bonus sicurezza 2026 e come funziona

Il Bonus Sicurezza è la detrazione IRPEF riservata a chi sostiene spese per proteggere la propria abitazione da furti, intrusioni e atti vandalici. Non si tratta di un'agevolazione autonoma: rientra nel più ampio Bonus Ristrutturazioni, disciplinato dall'articolo 16-bis del TUIR (D.P.R. 917/1986), lettera f) del comma 1.

In pratica, lo Stato ti restituisce una percentuale della spesa sostenuta per casseforti, porte blindate, impianti di allarme e videosorveglianza, sotto forma di riduzione delle tasse che paghi ogni anno.

Tre elementi definiscono il funzionamento nel 2026:

Detrazione diretta in 10 rate annuali: dal 17 febbraio 2023 (D.L. 11/2023), lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati aboliti. L'unica modalità è la detrazione IRPEF spalmata su 10 anni.

Tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare: il massimale è comprensivo di tutto (materiali, manodopera, progettazione, IVA). Se nello stesso anno fai anche altri lavori di ristrutturazione sullo stesso immobile, il tetto è unico.

Nessuna pratica edilizia nella maggior parte dei casi: l'installazione di sistemi di sicurezza rientra di norma nell'edilizia libera. Non servono SCIA né CILA, salvo vincoli paesaggistici o alterazioni della facciata.

Una precisazione prima di andare avanti: questa guida parla di detrazione IRPEF, quindi di persone fisiche e di immobili abitativi. Se devi proteggere un'attività, il percorso fiscale è un altro (ammortamento del bene strumentale, detrazione IVA, deduzione del costo) e lo trovi nella guida fiscale per imprese e professionisti.

Il meccanismo è semplice nella teoria, ma nasconde insidie concrete nella pratica. La prima riguarda la percentuale di detrazione.

Bonus sicurezza 2026: detrazione al 50% o al 36%? La differenza che conta

La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto per la prima volta una doppia aliquota basata sulla tipologia di immobile e sul profilo di chi paga. Quella stessa legge, però, prevedeva già per il 2026 una riduzione a 36% e 30%.

Il 50% nel 2026 esiste perché la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), articolo 1 comma 22 lettera b), ha prorogato all'anno in corso le aliquote del 2025. È un dettaglio che vale la pena conoscere: se cerchi conferma nella sola legge del 2024 trovi un numero diverso, e non è un errore della fonte, è una proroga arrivata dopo.

Detrazione al 50%: riservata alle spese sostenute sull'abitazione principale, a condizione che il pagamento venga effettuato dal proprietario o dal titolare di un diritto reale sull'immobile (usufrutto, diritto d'uso, diritto di abitazione).

Detrazione al 36%: applicabile a tutti gli altri casi. Seconde case, immobili a disposizione, case in affitto, immobili in comodato. Rientra in questa fascia anche chi paga l'intervento sull'abitazione principale ma è inquilino o comodatario (non proprietario).

La differenza tra le due aliquote su una spesa di 12.000 euro è di 1.680 euro di detrazione in meno. Non è una cifra trascurabile.

Differenza abitazione principale prima casa cln safety

Abitazione principale non è sinonimo di prima casa

Questo è l'errore più diffuso e più costoso. Le due definizioni appartengono a mondi fiscali diversi:

Prima casa: è un concetto legato alle imposte indirette (IVA o imposta di registro ridotte al momento dell'acquisto). Richiede la residenza nel Comune, non necessariamente nell'immobile.

Abitazione principale: ai fini IRPEF, è l'immobile in cui tu e i tuoi familiari dimorate abitualmente e risiedete anagraficamente. Entrambe le condizioni devono coesistere.

Puoi aver comprato con le agevolazioni "prima casa" un appartamento in cui non vivi più da anni. Quell'immobile non è la tua abitazione principale ai fini del Bonus Sicurezza. Se installi una porta blindata lì, la detrazione sarà al 36%, non al 50%.

Al contrario, se hai acquistato senza agevolazioni un secondo immobile in cui ora risiedi stabilmente, quello è la tua abitazione principale. Le spese di sicurezza sostenute nel 2026 su quell'immobile godranno del 50%.

Verifica prima di pagare: controlla che la tua residenza anagrafica e la dimora abituale corrispondano all'immobile su cui intendi fare l'intervento. Un certificato di residenza aggiornato è la prima cosa che ti serve.

Come cambiano le aliquote dal 2025 al 2034: il calendario completo

Il 2026 non è un anno qualsiasi nel panorama delle detrazioni edilizie. È l'ultimo anno con le condizioni più favorevoli. Dopo, il beneficio si riduce in modo progressivo e significativo.

PeriodoTipo di immobileAliquotaTetto di spesa
2025-2026Abitazione principale (proprietario/titolare diritto reale)50%96.000 €
2025-2026Altri casi (seconde case, inquilini, comodatari)36%96.000 €
2027Abitazione principale36%96.000 €
2027Altri casi30%96.000 €
2028-2033Tutte le tipologie30%48.000 €
Dal 2034Tutte le tipologie36%48.000 €

I numeri parlano da soli. Chi paga entro il 31 dicembre 2026 con bonifico parlante sull'abitazione principale recupera il 50% su un tetto di 96.000 euro. Chi rimanda al 2027 perde 14 punti percentuali. Chi aspetta il 2028 si ritrova con un'aliquota al 30% e un tetto dimezzato a 48.000 euro.

Una riserva, perché il 2025 ha già insegnato questo. Le aliquote del 2027 sono quelle scritte oggi nella legge in vigore. La legge di bilancio per il 2027 si scrive però fra ottobre e dicembre 2026, e una proroga delle aliquote attuali è già avvenuta una volta: il calendario qui sopra è la previsione normativa di oggi, non una certezza. Chi decide di anticipare lo faccia per una spesa che aveva comunque in programma, non per una scadenza che potrebbe spostarsi.

Su una spesa di 15.000 euro per porta blindata, cassaforte e videosorveglianza, la differenza tra agire nel 2026 e nel 2028 vale 3.000 euro di detrazione in meno (da 7.500 a 4.500 euro).

La scadenza del 31 dicembre 2026 non riguarda la fine dei lavori, ma il momento del pagamento: conta la data in cui il bonifico parlante viene disposto e addebitato.

Se stai pianificando un intervento di messa in sicurezza della tua abitazione, richiedi un sopralluogo a CLN Safety per definire tempi e costi prima della scadenza fiscale.

Redditi sopra i 75.000 euro: il limite che cambia tutto

Se il tuo reddito complessivo supera i 75.000 euro annui, il Bonus Sicurezza subisce un taglio che pochi conoscono e che può ridurre la detrazione effettiva in modo drastico.

La norma (articolo 16-ter del TUIR) prevede un tetto massimo di spesa detraibile calcolato con una formula a due variabili: lo scaglione di reddito e il numero di figli a carico.

Primo livello: per redditi tra 75.001 e 100.000 euro, l'importo base è 14.000 euro.

Secondo livello: per redditi oltre 100.000 euro, l'importo base scende a 8.000 euro.

Questo importo base viene poi moltiplicato per un coefficiente legato ai figli fiscalmente a carico:

Figli a caricoCoefficienteLimite (reddito 75k-100k)Limite (reddito oltre 100k)
Nessuno0,507.000 €4.000 €
1 figlio0,709.800 €5.600 €
2 figli0,8511.900 €6.800 €
Più di 2 figli, oppure almeno un figlio con disabilità accertata1,0014.000 €8.000 €

L'ultima riga merita attenzione. Il coefficiente pieno non spetta solo a chi ha tre figli: la norma lo riconosce anche a chi ha almeno un figlio con disabilità accertata ai sensi dell'articolo 3 della legge 104/1992, qualunque sia il numero dei figli. Una famiglia con due figli, uno dei quali disabile, applica 1,00 e non 0,85.

Esempio pratico: quando il bonus si riduce

Un professionista con reddito di 110.000 euro, senza figli a carico, installa sulla propria abitazione principale una porta blindata di classe 4, una cassaforte a muro e un sistema di videosorveglianza per 15.000 euro complessivi.

Calcolo senza contingentamento: 15.000 × 50% = 7.500 euro di detrazione.

Calcolo reale con il limite: importo base 8.000 euro × coefficiente 0,50 (zero figli) = tetto detraibile di soli 4.000 euro. La detrazione effettiva sarà 4.000 × 50% = 2.000 euro, non 7.500.

La differenza è di 5.500 euro di detrazione persa. Per chi rientra in questa fascia, pianificare l'intervento con il proprio commercialista diventa indispensabile.

Quali interventi rientrano nel bonus sicurezza 2026

Il principio cardine è la finalità preventiva: l'intervento deve essere oggettivamente idoneo a prevenire furti, intrusioni o atti vandalici. La sola miglioria estetica di un serramento non basta. Serve un innalzamento misurabile dei parametri di sicurezza.

Casseforti: il requisito dell’ancoraggio stabile

Non tutte le casseforti danno diritto alla detrazione. L'Agenzia delle Entrate distingue in modo netto tra casseforti ancorate e casseforti semplicemente appoggiate.

Solo appoggiate

Nessun vincolo strutturale con l'immobile. Restano fuori dal beneficio.

Quali sono

  • Modelli appoggiati su mensole o dentro armadi, senza alcun fissaggio
  • Cassette di sicurezza portatili o leggere

Il discrimine è l'integrazione permanente con l'immobile: la cassaforte deve risultare fisicamente inamovibile senza ricorrere a strumenti di demolizione. Le certificazioni UNI EN 1143-1 (casseforti professionali) o EN 14450 (uso domestico) documentano il grado di resistenza e sono un elemento di prova importante in caso di verifica fiscale.

Al termine dell'installazione, il tecnico deve rilasciare una dichiarazione di corretta posa in opera conforme alle direttive del costruttore. Il requisito che ti dà diritto alla detrazione, quindi, è prima di tutto un problema di posa: come si ancora davvero una cassaforte a muro, e quali errori la rendono inefficace, lo abbiamo spiegato nella guida all'installazione.

Cassaforte a muro technomax unica bonus sicurezza cln safety

Porte blindate e la complessità dell’IVA sui beni significativi

L'installazione o la sostituzione di porte blindate, grate, inferriate, cilindri di sicurezza europei e serrature a tripla mappa rientra a pieno titolo nel bonus. La detrazione si applica anche al portoncino blindato dell'androne condominiale, con ripartizione pro quota tra i condomini.

Se stai ancora decidendo quale livello di protezione ti serve, la differenza tra una porta blindata certificata e una porta rinforzata di serie è spiegata nel confronto fra le due soluzioni.

La complessità delle porte blindate riguarda l'IVA. Le porte blindate sono classificate come "beni significativi" (D.M. 29 dicembre 1999), e questo comporta un regime IVA misto: non tutta la fattura gode dell'aliquota agevolata al 10%.

La regola funziona così:

  • L'IVA al 10% si applica alla manodopera e ai materiali di consumo
  • L'IVA al 10% si applica anche al valore della porta blindata, ma solo fino a concorrenza del valore della manodopera
  • La parte eccedente del valore della porta sconta l'IVA al 22%

Esempio numerico: fattura totale 4.000 euro, di cui 1.200 euro di manodopera e materiali e 2.800 euro di porta blindata.

  • IVA al 10% su 1.200 euro (manodopera) = 120 euro
  • IVA al 10% su 1.200 euro (quota porta fino a concorrenza manodopera) = 120 euro
  • IVA al 22% su 1.600 euro (quota eccedente: 2.800 meno 1.200) = 352 euro

Nota importante: le inferriate e le grate di sicurezza non rientrano tra i beni significativi (Circolare AE 15/E/2018), quindi beneficiano dell'IVA al 10% sull'intera fattura.

Porta blindata ferrimax rc4 bonus sicurezza cln safety

Allarmi, videosorveglianza e controllo accessi

Impianti antintrusione, sistemi di controllo accessi (serrature biometriche, videocitofonia IP), reti di videosorveglianza TVCC: tutto rientra nel bonus, a condizione che l'installazione sia permanente e professionale.

La regola vale sia per impianti cablati sia per sistemi senza fili. Il punto decisivo è l'ancoraggio: telecamere, sensori, sirene e centraline devono essere fissati a pareti, soffitti o strutture dell'edificio con staffe o supporti rigidi.

Sono esclusi i sistemi semplicemente appoggiati sui mobili o quelli che puoi spostare da una stanza all'altra scollegando l'alimentatore. Sono esclusi anche i canoni di abbonamento per servizi di telesorveglianza o pronto intervento: il bonus copre solo l'infrastruttura e la posa in opera.

Un punto che quasi nessuno segnala: l'elenco tassativo del D.M. 29 dicembre 1999 comprende sette voci, e la settima è proprio "impianti di sicurezza". Il regime IVA misto che hai appena letto per le porte blindate vale quindi anche per antifurti, videosorveglianza e controllo accessi, con la stessa regola della concorrenza col valore della manodopera. Se il preventivo del tuo installatore riporta il 10% sull'intera fattura di un impianto di allarme, chiedi come è stato calcolato prima di firmarlo.

Detrazione sistemi antifurto 2026 cln safety

Bonifico parlante: come pagare senza perdere la detrazione

Il pagamento è il passaggio più delicato di tutta la procedura. Un bonifico compilato male può annullare la detrazione su migliaia di euro di spesa. Non esiste margine di tolleranza: il fisco richiede un formato preciso.

Niente contanti, assegni, carte di credito o bonifici ordinari. L'unico strumento valido è il bonifico bancario o postale parlante, quello specifico per le detrazioni edilizie che trovi nella sezione dedicata del tuo servizio di banca telematica.

All'atto del bonifico, la banca trattiene una ritenuta d'acconto a carico dell'impresa installatrice e la versa all'Erario. L'aliquota è l'11% dal 1° marzo 2024: la Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha modificato l'articolo 25 del D.L. 78/2010 portandola dall'8% precedente. Se leggi ancora l'8% da qualche parte, quella fonte si è fermata a prima del 2024.

Come si dispone un bonifico parlante corretto

  1. Scegli la funzione giusta in banca

    Non il bonifico ordinario, ma quello dedicato alle detrazioni edilizie. È una voce di menu diversa, e cambia il tracciato che la banca invia all'Agenzia delle Entrate.

  2. Scrivi la causale con il riferimento normativo Il passaggio che invalida tutto

    Deve contenere l'articolo 16-bis del D.P.R. 917/1986 e gli estremi della fattura. Una dicitura corretta: "Pagamento per interventi ai sensi dell'art. 16-bis D.P.R. 917/1986. Fattura n. [numero] del [data]".

  3. Indica il codice fiscale di chi detrae

    Non quello di chi installa. Se la spesa è cointestata tra coniugi, inserisci entrambi i codici fiscali.

  4. Indica la partita IVA dell’installatore

    Quella del fornitore che ha emesso la fattura, non del produttore della cassaforte o della porta.

  5. Archivia tutto e tienilo per almeno dieci anni

    Fatture con lo scorporo tra materiali e manodopera, certificazioni di conformità e schede tecniche, ricevute dei bonifici, titolo di possesso dell'immobile. Per i lavori condominiali servono anche delibera assembleare e tabella millesimale.

Nessuno di questi documenti va allegato al 730. Ma devi conservarli per l'intero periodo di fruizione della detrazione, cioè dieci anni, più gli anni in cui l'accertamento è ancora possibile.

Bonifico parlante bonus sicurezza cln safety

Come inserire la detrazione nel modello 730

Le spese per il Bonus Sicurezza sostenute nel 2026 vanno dichiarate nel modello 730 che compilerai nella primavera 2027 (relativo ai redditi 2026).

La sezione di riferimento è il Quadro E, Sezione III-A ("Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio"), righi E41-E43.

I campi principali da compilare:

  • Colonna 1 (anno): 2026
  • Colonna 2 (tipologia intervento): lasciare vuoto per interventi di sicurezza generici
  • Colonna 3 (codice fiscale): vuoto per abitazioni private; codice fiscale del condominio per interventi su parti comuni
  • Colonna 7 (percentuale detrazione): 50% se abitazione principale con proprietà o diritto reale, 36% negli altri casi
  • Colonna 8 (numero rata): 1 per il primo anno, poi progressivamente fino a 10
  • Colonna 9 (importo spesa): totale delle spese ammesse, nel limite di 96.000 euro

Per chi usa il Modello Redditi PF (lavoratori autonomi, imprenditori), la sezione corrispondente è il Quadro RP, con una logica di compilazione analoga.

La dichiarazione precompilata: un alleato da verificare

Dal 30 aprile 2027, l'Agenzia delle Entrate metterà a disposizione la dichiarazione precompilata tramite SPID, CIE o CNS. Il sistema incrocia i dati delle ritenute d'acconto sui bonifici parlanti comunicati dalle banche e precompila automaticamente il Quadro E.

Il tuo compito (o quello del tuo commercialista o CAF) è verificare che i dati inseriti dal sistema corrispondano alle fatture in tuo possesso. Approva se tutto torna, integra se mancano voci, correggi se ci sono errori.

Chi può detrarre: non solo proprietari

La convinzione che solo il proprietario possa accedere al Bonus Sicurezza è un equivoco che blocca molti interventi. La platea dei beneficiari è più ampia di quanto si pensi.

Inquilini e comodatari

Se sei in affitto o vivi in un immobile in comodato d'uso, puoi sostenere la spesa per l'installazione di sistemi di sicurezza e detrarre il 36%. Il contratto di locazione o comodato deve essere registrato all'Agenzia delle Entrate prima dell'inizio dei lavori, e il proprietario deve dare il consenso all'intervento.

L'aliquota resta al 36% anche se l'immobile è la tua dimora abituale: il requisito del 50% richiede la proprietà o un diritto reale, che l'inquilino non possiede.

Familiari conviventi e conviventi di fatto

Il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo grado e i conviventi di fatto (dal 2016) possono detrarre le spese anche se non sono intestatari dell'immobile, a due condizioni:

  • Le fatture e i bonifici devono riportare il nome e il codice fiscale di chi paga (il familiare convivente)
  • La convivenza deve essere dimostrabile dalla data di inizio dei lavori (risultanza anagrafica)

Esempio concreto: il convivente paga di tasca propria l'installazione di porta blindata e videosorveglianza sulla casa della compagna (proprietaria). Se l'immobile è l'abitazione principale del nucleo e la convivenza anagrafica sussiste all'inizio dei lavori, la detrazione spetta al convivente al 50%.

Casi particolari: separazione, nuda proprietà, vendita dell’immobile

Coniuge separato assegnatario: chi ottiene dal giudice l'assegnazione della casa coniugale può detrarre le spese di sicurezza sull'immobile, perché il provvedimento del giudice è un titolo idoneo che ne fa un detentore qualificato. Attenzione però alla qualificazione giuridica: le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 11096/2002) hanno chiarito che l'assegnazione attribuisce un diritto personale di godimento, non un diritto reale. La detrazione spetta, quindi, ma al 36%, salvo che il coniuge assegnatario sia anche proprietario o comproprietario dell'immobile.

Nudo proprietario e usufruttuario: entrambi possono accedere alla detrazione, ma spetta a chi sostiene materialmente la spesa ed effettua il bonifico.

Vendita dell'immobile: se vendi la casa prima di aver completato le 10 rate, le quote residue passano automaticamente all'acquirente (persona fisica). Se vuoi conservare la detrazione, devi inserire una clausola di riserva nel rogito notarile.

Eredità: le quote residue spettano solo all'erede che mantiene la detenzione materiale e diretta dell'immobile ereditato. Se l'erede affitta la casa a terzi, perde il diritto alle rate rimanenti.

Fine del contratto di affitto: l'inquilino che ha sostenuto la spesa conserva il diritto alla detrazione anche dopo la scadenza del contratto, per tutte le rate residue.

Il 2026 è l’anno giusto per investire nella sicurezza della tua casa

La finestra fiscale più favorevole si chiude il 31 dicembre 2026. Dopo quella data le condizioni peggiorano: aliquota più bassa, tetto di spesa dimezzato dal 2028, nessuna possibilità di recupero.

Se stai pensando di installare una porta blindata, una cassaforte certificata o un sistema di allarme nella tua abitazione, il momento per agire è adesso. Non perché qualcuno ti metta fretta, ma perché i numeri parlano chiaro: ogni anno di ritardo riduce il beneficio che puoi ottenere.

Prima di scegliere il modello, vale la pena capire quale grado di protezione ti serve davvero: gradi, tipologie e certificazioni sono spiegati nella guida alla scelta della cassaforte.

CLN Safety progetta e installa soluzioni di sicurezza residenziale (porte blindate, casseforti a muro e a pavimento certificate EN 1143-1 ed EN 14450, impianti di videosorveglianza e antintrusione) con rilascio di tutta la documentazione necessaria per la detrazione fiscale.

Faq – Domande frequenti

Quali casseforti si possono detrarre con il bonus sicurezza 2026?

Sono detraibili le casseforti a muro (da incasso), a pavimento e da appoggio con ancoraggio stabile certificato a parete o pavimento. Il requisito fondamentale è l'integrazione permanente con l'immobile: la cassaforte deve risultare inamovibile senza ricorrere a strumenti di demolizione. Le casseforti semplicemente appoggiate su mensole o dentro armadi, senza fissaggio strutturale, sono escluse dal beneficio. Le certificazioni UNI EN 1143-1 o EN 14450 documentano il grado di sicurezza del prodotto.

Qual è la differenza tra abitazione principale e prima casa per il bonus sicurezza?

L'abitazione principale è l'immobile in cui il contribuente risiede anagraficamente e dimora abitualmente. La prima casa è un concetto legato alle imposte indirette (IVA o registro ridotti all'acquisto) e richiede solo la residenza nel Comune, non nell'immobile. Ai fini del Bonus Sicurezza 2026, solo l'abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale consente la detrazione al 50%. Confondere i due concetti può costare 14 punti percentuali di aliquota.

Come si compila il bonifico parlante per il bonus sicurezza?

Il bonifico parlante deve contenere tre elementi: la causale con il riferimento all'art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 e il numero della fattura, il codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi detrae) e la partita IVA dell'impresa installatrice. Devi selezionare la funzione specifica per le detrazioni edilizie nel tuo servizio di banca telematica, non il bonifico ordinario. Sul bonifico la banca applica una ritenuta d'acconto dell'11% a carico dell'installatore. Un errore nella compilazione può invalidare l'intera detrazione senza possibilità di recupero automatico.

Un inquilino in affitto può usufruire del bonus sicurezza 2026?

L'inquilino può detrarre le spese per interventi di sicurezza sull'immobile in cui vive, ma l'aliquota è limitata al 36% (non al 50%), perché non possiede la proprietà né un diritto reale sull'immobile. Il contratto di locazione deve essere registrato all'Agenzia delle Entrate prima dell'inizio dei lavori e il proprietario deve dare il consenso all'intervento. Anche dopo la scadenza del contratto o uno sfratto, l'inquilino conserva il diritto alle rate residue.

Cosa succede alla detrazione se vendo la casa prima delle 10 rate?

Se vendi l'immobile prima di aver completato il ciclo di 10 rate annuali, le quote residue della detrazione passano automaticamente all'acquirente persona fisica. Per conservare le rate rimanenti, devi inserire nel rogito notarile una clausola esplicita di riserva in cui dichiari di voler mantenere il diritto alla detrazione. In caso di eredità, le quote residue spettano solo all'erede che mantiene la detenzione diretta dell'immobile. Se l'erede affitta la casa, perde il diritto.

Perché nel 2026 la detrazione è ancora al 50% se la legge del 2024 diceva 36%?

Perché è arrivata una proroga. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) aveva fissato per il 2026 aliquote al 36% sull'abitazione principale e al 30% negli altri casi. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), articolo 1 comma 22 lettera b), ha esteso al 2026 le aliquote in vigore nel 2025, cioè 50% e 36%, sempre con il tetto di 96.000 euro. La riduzione slitta quindi al 2027.

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Paolo Colnaghi
Scritto da

Paolo Colnaghi

Scrive di sicurezza fisica per CLN-Safety, che dal 2011 si occupa di vendita, trasporto e installazione di casseforti, armadi blindati, sistemi per la gestione del denaro e porte corazzate. Sul blog traduce norme e certificazioni, EN 1143-1, EN 14450, gradi di resistenza, requisiti assicurativi, in indicazioni pratiche per chi deve scegliere, installare e mantenere davvero.
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