Una cassaforte per armi si sceglie partendo dalle armi: quante sono, quanto sono lunghe, se montano un'ottica, dove le tieni e chi altro vive in casa. Da lì discendono il formato, la norma dichiarata sulla scheda, la serratura e il fissaggio.
Questa guida è per chi detiene una pistola o qualche fucile in casa e deve decidere che contenitore comprare. Per gli obblighi di legge c'è una guida a parte; qui si parla di misure, certificazioni e scelte pratiche.
Che cosa deve fare una cassaforte per armi in casa
Deve fare due cose: impedire l'accesso a chi non deve arrivare alle armi e reggere un tentativo di furto il tempo necessario perché il ladro rinunci. La prima vale ogni giorno, la seconda il giorno in cui succede.
La legge non ti indica un modello. Ti chiede di custodire le armi con diligenza, e la valutazione la fa qualcun altro, dopo, guardando la tua casa reale. Il quadro completo, con le sentenze e le eccezioni, è nella guida su che cosa dice la legge sulla custodia delle armi in Italia.
Quella guida arriva a una conclusione utile anche per chi compra. Un contenitore certificato e ancorato, con la chiave o il codice solo addosso a te, sposta la discussione dal terreno dell'opinione a quello del documento. Non ti rende immune; ti permette però di mostrare che cosa hai fatto invece di doverlo ricostruire.
Pistola o fucili: da che cosa parte la scelta
Parte dalla lunghezza dell'arma più ingombrante che possiedi, e dal numero di armi che prevedi di avere fra qualche anno. Una pistola chiede pochi litri e un accesso rapido; i fucili chiedono altezza, profondità e una rastrelliera che tenga distanti le canne.
Cassaforte per pistola: pochi litri, molta attenzione all’accesso
Per un'arma corta il volume è raramente il problema. La Technomax CE/40PP è da incasso a muro, ha 20 litri utili, quattro supporti magnetici per le pistole e un tesoretto interno con chiave separata. È profonda 140 mm, quindi chiede un muro adatto all'incasso.
Chi vuole una cassaforte da mobile con una classe dichiarata guarda la serie Bordogna GUN. Sulla scheda la Ardea è certificata EN 14450 S1, la Ares EN 14450 S2 e la Horus EN 1143-1 in grado III; la Giuno, la più compatta, non dichiara una certificazione.
All'estremo opposto c'è la cassetta biometrica CP-2E: 2,4 litri e 4,2 kg, impronta, PIN e chiave di emergenza. È pensata per l'accesso rapido a una sola pistola. Le trovi tutte fra le casseforti per pistole.
Cassaforte per fucili: altezza, profondità e ottiche
Con le armi lunghe la misura decisiva è spesso la profondità interna, non l'altezza. Una doppietta entra quasi ovunque; una carabina bolt action con ottica su anelli alti, bipiede o caricatore sporgente si incastra nella rastrelliera o impedisce alla porta di chiudersi.
I numeri delle schede lo mostrano bene. L'armadio Technomax TCH/3 ha 175 mm di profondità interna, e la scheda stessa avverte che una carabina otticata supera facilmente quella quota. La serie LB GUN di Bordogna dichiara 305 mm su tutta la gamma.
Poi c'è l'altezza. Nella LB GUN le taglie più basse offrono 1.170 mm interni, che diventano 1.320 mm nella versione con interno attrezzato: è la variante da guardare se hai canne lunghe o moschetti da collezione. Misura l'arma con l'ottica montata, prima di ordinare.
Il numero di posti dichiarato va letto con prudenza. Vale per fucili senza ottica, e un cannocchiale largo può occupare lo spazio del posto accanto. Se oggi hai quattro fucili e ne prevedi sei, scegli una capienza da otto: le soluzioni sono raccolte fra le casseforti per fucili.
Cassaforte o armadio blindato per armi
La differenza sta nella norma di prova, prima ancora che nell'acciaio. La cassaforte per armi si certifica con la EN 1143-1, la norma delle casseforti; l'armadio blindato per armi, quando è certificato, lo è con la EN 14450, pensata per il rischio moderato.
Il confronto generale, con la tabella dei valori assicurabili, è nella guida su come scegliere fra cassaforte e armadio blindato. Applicato alle armi, il ragionamento si riduce a tre domande: quante armi, quanto valgono e che cosa altro finisce nello stesso contenitore.
PIÙ RESISTENTE
Cassaforte per armi
Certificata EN 1143-1 in gradi, con pareti più pesanti e un ancoraggio previsto dalla configurazione di prova.
Adatta a
- Armi corte e armi di valore
- Armi custodite insieme a munizioni, documenti o altri beni
- Case non presidiate per lunghi periodi
Armadio blindato per armi
Certificato EN 14450 in classe S1 o S2, oppure non certificato: più volume a parità di ingombro.
Adatta a
- Fucili da caccia in numero crescente
- Rischio moderato e casa abitata
- Chi deve contenere peso e spazio
Un caso utile per capire la differenza sono due prodotti dello stesso costruttore. Il 3000 GUN di Bordogna è un armadio EN 14450 S1 che arriva a venti fucili; la LB GUN è certificata EN 1143-1 in grado I e ne porta da 6 a 14. Stessa funzione, scala di prova diversa.
Come si leggono EN 1143-1 ed EN 14450 sulle schede
Una scheda seria dichiara norma, classe e serratura. Le parole blindato, antiscasso o di sicurezza, da sole, descrivono una categoria commerciale e non una prestazione misurata in laboratorio.
EN 14450: le classi S1 e S2
La EN 14450 classifica i contenitori di sicurezza a rischio moderato in due classi crescenti, S1 e S2. Sulla scheda trovi la sigla accanto al nome del modello, come per l'armadio 3000 GUN in classe S1 o per la cassaforte per pistole Ares in classe S2.
Le due classi corrispondono a prove di attacco diverse, non a uno spessore. Due armadi con la stessa lamiera dichiarata possono stare in classi diverse, oppure in nessuna.
EN 1143-1: i gradi delle casseforti
La EN 1143-1 è la norma delle casseforti e si esprime in gradi crescenti, misurati in unità di resistenza. Per le armi lunghe a catalogo trovi il grado I, sia sulla LB GUN sia sulla cassaforte per fucili Brixia Uno Gun; per le pistole si arriva al grado III della Horus.
Accanto al grado guarda la serratura. Le schede la dichiarano secondo la EN 1300: la LB GUN monta di serie una chiave in classe A, la Brixia Uno Gun una serratura elettronica in classe B con ritardo di apertura. Come si legge la targhetta e come si verifica un certificato lo spiega la guida cassaforte o armadio linkata sopra.
Munizioni separate: a che cosa serve il tesoretto
Il tesoretto è un vano interno con una chiusura propria, diversa da quella principale. Chi apre la cassaforte trova le armi, ma per arrivare alle cartucce gli serve una seconda chiave o un secondo codice.
Sul piano giuridico la guida alla custodia delle armi è precisa: nella custodia domestica la legge non impone di separare armi e munizioni. È però la misura che la giurisprudenza legge come segnale di diligenza attiva, e diventa quasi obbligata quando in casa ci sono minori o conviventi non autorizzati.
Le schede lo trattano in modo diverso, ed è bene saperlo. La CE/40PP e la Brixia Uno Gun hanno il tesoretto di serie, la LB GUN lo porta nella sola versione con interno attrezzato. Il cassetto sullo sportello del TCH/3, invece, è aperto e non serve per le munizioni.
Se in casa vivono figli, la scelta del tesoretto pesa di più: ne abbiamo parlato nella guida sulla custodia delle armi con figli minorenni. Se invece i detentori sono due, conviene leggere quella sulla custodia delle armi in convivenza.
Serratura a chiave, elettronica o biometrica
La serratura giusta dipende da quante volte apri e da quante persone devono poterlo fare. Nessuna delle tre è più sicura in assoluto: ognuna sposta il punto debole in un posto diverso.
La chiave a doppia mappa non ha batterie e dura decenni. In cambio il problema diventa la chiave: va tenuta addosso, mai sopra il mobile o in un cassetto della stessa stanza. Sul TCH/3 la chiave è a ritenzione, cioè non si sfila finché i catenacci non sono estesi.
La combinazione elettronica toglie la chiave di mezzo e permette codici diversi per persone diverse. Sulla serie Bordogna GUN le versioni elettroniche certificate non hanno il cilindro di emergenza, per non indebolire la porta. La CE/40PP invece affianca al PIN una chiave di emergenza e i contatti esterni per la batteria da 9 V.
La biometrica è la più rapida, utile se la pistola deve essere raggiungibile in pochi secondi. La CP-2E memorizza fino a trenta impronte e tiene PIN e chiave come riserva. Chi apre una volta al mese per la stagione di caccia, di solito, non ne ha bisogno.
Fissaggio a muro o a pavimento, e dove metterla in casa
Una cassaforte per armi non fissata si porta via intera e si apre altrove, con calma. Per questo l'ancoraggio è la parte della scelta che pesa di più dopo la certificazione, e quella che si trascura più spesso.
L’ancoraggio dichiarato dalla scheda
Le schede indicano dove sono i fori e che cosa c'è nella scatola. La LB GUN ha fori per parete e pavimento e il kit di fissaggio incluso, e la scheda lega la validità della certificazione all'ancoraggio. Il TCH/3 ha quattro fori su due piani perpendicolari e i tasselli in dotazione.
Il tassello si sceglie in base al muro. Su calcestruzzo pieno lavora l'ancorante meccanico, su laterizio forato serve quello chimico; nel cartongesso non si fissa niente. Con 148 kg o più, come nelle LB GUN, va considerato anche il solaio.
Il punto della casa
Scegli una stanza che si chiude, lontana dall'ingresso e fuori dalla vista di chi entra per lavoro. Contro un muro portante o in un angolo il fissaggio lavora meglio, e una cassaforte in un angolo offre meno spazio alla leva.
Non serve per forza la cantina. Una cassaforte in una zona della casa che si abita si controlla meglio e si apre quando serve: la Brixia Uno Gun nasce proprio per stare in vista, con rivestimenti interni da scegliere. Ne abbiamo parlato nell'articolo sugli armadi portafucili nel progetto d'interni.
Attenzione all'umidità. Cantine e garage fanno condensa, e bruniture e calci in legno ne soffrono. Se l'idea è esporre i fucili dietro un vetro, la guida su quando si può usare una vetrina blindata per fucili spiega che cosa cambia.
Gli errori più frequenti nella scelta
Quasi tutti gli errori nascono da una misura presa male o da una parola letta come una certificazione. Sono anche i più facili da evitare, perché si vedono prima dell'ordine.
L'ultimo è il più comune e il più inutile. La guida legale cita una sentenza su un caso identico: la chiave sopra l'armadio annulla l'armadio, qualunque sia la sua classe.
Prima di ordinare: le verifiche da fare
Bastano pochi minuti con un metro e la scheda aperta. Le risposte ti dicono formato, norma e capienza, e restringono la scelta a due o tre modelli.
Sei verifiche prima di scegliere la cassaforte per armi
Quante armi e quali
Armi corte, fucili a canna liscia, carabine otticate: conta l'arma più ingombrante e quante ne avrai fra qualche anno.
Le misure interne
Altezza e profondità utili della scheda, confrontate con l'arma misurata con ottica e accessori.
La norma dichiarata
EN 1143-1 con il grado, EN 14450 con la classe, oppure nessuna: leggila sulla scheda prima del nome commerciale.
Il tesoretto per le munizioni
Se è di serie, se è un optional o se manca, e con quale chiusura.
Muro, pavimento e solaio
Tipo di parete, ancoranti adatti e peso del contenitore pieno.
Chi deve poter aprire
Una persona o due, ogni giorno o una volta al mese: è questo che decide fra chiave, codice e impronta.
Tre formati per tre esigenze
In breve
Una cassaforte per armi si sceglie con il metro in mano: arma più lunga, profondità interna, numero di posti con un margine. Poi si legge la norma sulla scheda, EN 1143-1 per le casseforti e EN 14450 per gli armadi, e si decide se serve un tesoretto.
Il resto è posa e abitudine. Ancoraggio su parete o pavimento, una stanza che si chiude, la chiave o il codice solo con te. Tutta la gamma è fra gli armadi per armi, compresi gli armadi per fucili, e i modelli di quel costruttore sono nell'archivio del marchio Bordogna.
Se invece hai un negozio di armi, le esigenze sono diverse e le trovi nella pagina sulla sicurezza delle armerie.
Armadi per armi
Casseforti per pistole e per fucili, armadi portafucili e vetrine, con la norma dichiarata scheda per scheda.
Vedi gli armadi per armiFaq – Domande frequenti
Che differenza c’è fra cassaforte per armi e armadio blindato per armi?
La norma di prova. La cassaforte per armi si certifica con la EN 1143-1, che si esprime in gradi; l'armadio blindato, quando è certificato, con la EN 14450, in classe S1 o S2. A parità di ingombro l'armadio offre più volume, la cassaforte più resistenza.
Quanto deve essere profonda una cassaforte per fucili con ottica?
Dipende dall'arma montata, e va misurata con ottica, anelli e bipiede. Come riferimento, la Bordogna LB GUN dichiara 305 mm interni su tutta la gamma, mentre il Technomax TCH/3 ne dichiara 175 e avverte che una carabina otticata supera facilmente quella quota.
Che cassaforte serve per una pistola in casa?
Una cassaforte compatta, da incasso o da mobile, con una chiusura che tenga fuori chi non deve aprire e i fori per l'ancoraggio. Se ti serve una classe dichiarata, la serie Bordogna GUN va dalla EN 14450 S1 alla EN 1143-1 grado III.
Le munizioni devono stare separate dalle armi?
Nella custodia domestica la legge non lo impone. La separazione è però letta come segnale di diligenza, e diventa quasi obbligata con minori o conviventi non autorizzati in casa. Il modo più semplice è un tesoretto interno con una chiusura diversa da quella principale.
Meglio serratura a chiave, elettronica o biometrica?
Dipende da quante volte apri e da chi deve aprire. La chiave non ha batterie ma va tenuta addosso; il codice permette più utenti; l'impronta è la più rapida. Per un'apertura al mese la chiave basta, per una pistola da raggiungere in fretta conviene la biometrica.
Una cassaforte per armi va fissata al muro?
Sì, a parete, a pavimento o a entrambi, con ancoranti adatti al supporto. Una cassaforte appoggiata si porta via e si apre altrove. Su alcune schede, come quella della LB GUN, la validità della certificazione è legata all'ancoraggio previsto dal costruttore.


















