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Cassaforte blindata, certificata, di sicurezza: che cosa dicono davvero le parole

Paolo Colnaghi
11 minuti di lettura
Cassaforte blindata certificata cosa significa cln safety

«Blindata» non è un grado e non è una norma: è un aggettivo che chiunque può scrivere su una scheda. «Certificata» vuol dire una cosa precisa: un esemplare ha superato una prova di attacco in laboratorio secondo la EN 1143-1 o la EN 14450, e un ente terzo lo ha messo per iscritto. «Di sicurezza» non dice niente.

Le tre parole convivono negli stessi annunci e nelle stesse ricerche, e questa confusione costa. Chi compra una cassaforte «blindata» pensando di avere una cassaforte certificata lo scopre il giorno in cui la compagnia legge la targhetta, o non la trova.

Cassaforte blindata: che cosa vuol dire davvero

Niente di misurabile. Nel linguaggio comune «blindata» descrive un contenitore con pareti spesse, una porta pesante e chiavistelli grossi. Nessuna norma europea usa questa parola per classificare una cassaforte, e nessun laboratorio rilascia un attestato di «blindatura».

Il termine arriva dalle porte e dalle auto, dove ha un senso storico. Applicato a una cassaforte, dice al massimo che il costruttore ha usato acciaio in quantità. Non dice quanto, non dice come, e soprattutto non dice per quanto tempo quella struttura regge un attacco con attrezzi.

È qui che nasce la trappola. Due casseforti possono avere lo stesso aspetto, lo stesso spessore dichiarato e lo stesso peso, ma una ha superato una prova e l'altra no. A vista non le distingui, e la parola «blindata» le copre entrambe.

Vale lo stesso per «cassaforte blindata professionale». L'aggettivo aggiunge un'idea di uso aziendale, non un requisito tecnico. Un negozio o un ufficio ha bisogno di un grado, e il grado sta su una targhetta, non in una descrizione.

Che cosa significa cassaforte certificata

Una cassaforte certificata è un modello di cui un laboratorio indipendente ha attaccato un esemplare, con attrezzi e tempi definiti da una norma, fino ad aprirlo. Dal risultato della prova deriva una classe di resistenza. Un ente di certificazione poi controlla che la produzione resti uguale all'esemplare provato.

La certificazione non è un premio al progetto, è un controllo sul prodotto. L'ente visita la fabbrica, verifica che materiali e lavorazioni siano quelli dell'esemplare provato, e può ritirare il certificato se cambiano. Per questo un numero di certificato vale più di una scheda tecnica: dietro c'è una sorveglianza che continua nel tempo.

Le due norme che contano per l'effrazione sono la EN 1143-1 e la EN 14450. Coprono due mondi diversi, e confonderle è l'errore più comune dopo quello sulla parola «blindata».

EN 1143-1: i gradi delle casseforti

La EN 1143-1 è la norma delle casseforti vere, delle porte di caveau e delle camere corte. Classifica i contenitori in gradi, dal grado 0 in su, con numeri romani: I, II, III, IV, V e oltre, fino a gradi che riguardano solo caveau bancari.

La prova misura la resistenza in unità che combinano il tipo di attrezzo e il tempo di lavoro effettivo. Un attrezzo più potente pesa di più nel conteggio: aprire una cassaforte in dieci minuti con un utensile a mano vale meno che aprirla nello stesso tempo con un utensile elettrico. Ogni grado ha una soglia minima per l'accesso parziale e per l'accesso totale.

La norma abbina a ogni grado una classe minima di serratura secondo la EN 1300. Una cassaforte di grado II con una serratura da grado 0 non è di grado II: la certificazione vale sull'insieme, non sul solo corpo. Ne abbiamo scritto in quale cassaforte scegliere, che resta la guida alle tipologie.

EN 14450: S1 e S2 per le casseforti leggere

La EN 14450 riguarda i contenitori di sicurezza con resistenza più bassa: casseforti da mobile, cassette, armadietti con un'anta rinforzata. Ha due classi sole, S1 e S2, e la prova usa attrezzi meno aggressivi e tempi più brevi rispetto alla EN 1143-1.

Una S2 è una cassaforte seria per una casa senza polizza sui valori: ferma il tentativo con il cacciavite e la leva. Non è però paragonabile a un grado I, e una scheda che scrive «certificata» senza dire quale norma sta nascondendo questa differenza.

Cassaforte di sicurezza: è una categoria?

No. «Cassaforte di sicurezza» è una ripetizione: ogni cassaforte è per definizione un oggetto di sicurezza. La formula vive nei cataloghi perché suona rassicurante e perché nessuna norma la vieta.

Il rischio è lo stesso di «blindata», con un'aggravante. La parola «sicurezza» compare anche nel nome della norma EN 14450 (contenitori di sicurezza), e alcune schede sfruttano questa vicinanza per lasciare intendere una certificazione che non c'è. Se il testo non cita norma, classe ed ente, la parola è vuota.

Un modo rapido per capirlo: cerca nella scheda una sigla come EN 1143-1 o EN 14450 seguita da un grado o da una classe. Se trovi solo aggettivi, non stai leggendo una certificazione.

Come si legge la targhetta di una cassaforte certificata

La targhetta è la prova. Sta di solito sul bordo interno della porta o sulla battuta, ed è una piastra metallica o un'etichetta a prova di manomissione. Riporta quattro informazioni, e devono esserci tutte e quattro.

La prima è la norma: EN 1143-1 oppure EN 14450. La seconda è il grado o la classe: un numero romano nel primo caso, S1 o S2 nel secondo. La terza è l'ente di certificazione, con il suo marchio: in Europa i più diffusi sono ECB•S e VdS, e in Italia ICIM. La quarta è il numero di certificato, che permette di risalire al documento originale sul sito dell'ente.

Alcuni enti aggiungono il nome del costruttore, il modello e il peso dell'esemplare provato. Il peso serve alla polizza: sotto una certa massa la norma richiede l'ancoraggio, e il perito lo controlla.

Le quattro verifiche sulla targhetta

  • La norma è scritta per esteso

    Deve comparire EN 1143-1 o EN 14450. Una targhetta con la sola parola «certificata» o con una sigla interna del costruttore non è una certificazione.

  • Il grado o la classe è leggibile

    Un numero romano (0, I, II, III, IV, V) per la EN 1143-1, S1 o S2 per la EN 14450. Se manca, chiedi il certificato prima di pagare.

  • L’ente è un organismo terzo

    Cerca il marchio di ECB•S, VdS, ICIM o di un altro organismo accreditato. Un'autocertificazione del produttore non ha lo stesso valore per la compagnia.

  • Il numero di certificato esiste davvero

    Con il numero puoi controllare sul sito dell'ente che il modello e il grado corrispondano. È il controllo che quasi nessuno fa e che chiude ogni dubbio in cinque minuti.

Se la cassaforte è usata, la targhetta conta ancora di più. Una porta sostituita o una serratura cambiata fuori dal circuito del costruttore possono far decadere il certificato, e la targhetta da sola non lo dice. Chiedi la documentazione dell'intervento prima di comprare.

Un dettaglio che confonde: la targhetta di certificazione e la targhetta del costruttore sono due cose diverse. La seconda riporta modello, matricola e anno, e da sola non dice niente sul grado.

Che cosa cambia in pratica fra un grado e l’altro

Cambia il tipo di attacco che la cassaforte deve reggere in laboratorio. Salendo di grado, la norma ammette attrezzi più pesanti e concede più tempo, quindi la struttura deve essere più spessa, più densa e più intelligente nei punti deboli: cerniere, serratura, battuta della porta.

Cambia quindi il tipo di ladro contro cui sei coperto. Un grado 0 o I ferma l'attacco opportunistico con attrezzi da ferramenta. Un grado II o III regge un attacco preparato, con attrezzi elettrici e più tempo a disposizione. Dal grado IV in su si parla di attacchi professionali, e di contenuti che valgono un lavoro di quel tipo.

Cambia il valore che di norma le compagnie accettano di coprire. Ogni assicuratore ha una tabella che associa al grado un massimale indicativo per i valori custoditi, e i massimali crescono con il grado. Le cifre variano da compagnia a compagnia e da contratto a contratto, e per questo non le scriviamo: le trovi nella tua polizza, non in un articolo.

Cambia infine il peso, e con il peso cambiano il trasporto, l'installazione e il fissaggio. Una cassaforte di grado III raramente sta su un ripiano di un mobile, e quasi sempre chiede un pavimento in grado di reggerla.

EN 14450 classe S2

Contenitore di sicurezza per casa. Regge l'attacco con attrezzi a mano per tempi brevi, e in genere non è considerato dalle polizze sui valori.

Adatta a

  • Documenti, piccole somme, oggetti di valore affettivo
  • Chi non ha una polizza sui valori custoditi

EN 1143-1 grado III

Cassaforte per attacchi preparati, con attrezzi pesanti e più tempo. Peso e spessori salgono, e con loro il valore che la polizza accetta.

Adatta a

  • Gioiellerie, compro oro, attività con valori alti
  • Chi ha un vincolo contrattuale sul grado

Sul tema dei gradi alti e delle polizze delle attività con valori esposti abbiamo scritto una guida dedicata: casseforti EN 1143-1 per la gioielleria.

Quale grado serve per casa, negozio e ufficio

La risposta parte da una domanda sola: c'è una polizza sui valori? Se sì, il grado lo decide il contratto, e tu lo leggi prima di aprire il catalogo. Se no, il grado lo decidi tu, e lo commisuri a quello che custodisci.

In casa. Senza polizza basta una EN 14450 S2 o una EN 1143-1 di grado 0, che fermano il tentativo veloce. Con una polizza sui gioielli quasi sempre serve almeno il grado I, e da lì in su solo se il contratto lo chiede. Fra le casseforti certificate antieffrazione del catalogo trovi entrambe le famiglie, con la norma indicata su ogni scheda.

In negozio. Un'attività con incassi giornalieri e una polizza contro il furto parte dal grado I e sale al grado II quando i valori crescono. Una Ferrimax CFR e CFR Plus di grado I è l'esempio tipico di questa fascia: certificata EN 1143-1, ancoraggio previsto alla base, serratura a chiave con opzioni elettroniche.

In ufficio. Qui la domanda cambia: spesso il contenuto sono documenti, non contanti, e allora conta la protezione dal fuoco più della classe antieffrazione. Le casseforti con doppia certificazione, come la DuoGuard nella gamma Chubbsafes, coprono i due rischi con un contenitore solo: grado I o II per l'effrazione e classe fuoco per i documenti cartacei. La Senator, dello stesso marchio, fa lo stesso con il grado I e trenta minuti di protezione della carta secondo la EN 15659.

I tre modelli qui sotto coprono queste tre situazioni. Prezzi e certificazioni li legge la scheda dal catalogo, quindi sono sempre aggiornati.

Tre casseforti certificate EN 1143-1

Un'avvertenza vale per tutti e tre i casi. Il grado misura il contenitore, non l'installazione: una cassaforte di grado I non ancorata si porta via intera, e il grado a quel punto serve al ladro che la apre con calma altrove. Anche su questo il perito è attento.

E se ti serve un armadio, non una cassaforte?

Le stesse tre parole tornano identiche sugli armadi: «armadio blindato», «armadio corazzato», «armadio di sicurezza». E anche lì la sola cosa che conta è la norma sulla targhetta.

Non lo ripetiamo qui. La distinzione fra i termini degli armadi sta in armadio blindato o di sicurezza: le differenze vere, che è il gemello di questo articolo. Se invece il dubbio è a monte, cioè se ti serve un armadio o una cassaforte, la risposta con i gradi EN sta in armadio blindato o cassaforte.

In tre righe

«Blindata» e «di sicurezza» sono parole, «certificata» è un documento. Il documento dice la norma (EN 1143-1 o EN 14450), il grado o la classe, l'ente e il numero di certificato: senza uno dei quattro, per la polizza non esiste.

Il grado giusto lo decide il contratto se c'è, il contenuto se non c'è. E vale solo su una cassaforte ancorata.

Faq – Domande frequenti

Che differenza c’è fra cassaforte blindata e cassaforte certificata?

«Blindata» è un aggettivo commerciale: dice che il contenitore ha pareti spesse, ma nessuna norma lo definisce e nessun laboratorio lo attesta. «Certificata» vuol dire che un esemplare ha superato una prova di attacco secondo la EN 1143-1 o la EN 14450, e che un ente terzo lo ha messo per iscritto con un numero di certificato.

Che cosa significa cassaforte certificata EN 1143-1?

Significa che il modello è stato attaccato in laboratorio con attrezzi e tempi definiti dalla norma, e ha ottenuto un grado di resistenza: 0, I, II, III, IV, V e oltre. Il grado sta sulla targhetta insieme all'ente di certificazione e al numero del certificato, ed è il dato che la compagnia di assicurazione legge.

Una cassaforte EN 14450 S2 è certificata?

Sì, ma secondo una norma diversa e più leggera della EN 1143-1. La EN 14450 riguarda i contenitori di sicurezza per uso domestico e ha due classi, S1 e S2. Una S2 ferma il tentativo con attrezzi a mano, ma di norma le compagnie non la considerano per un massimale sui valori.

Dove si trova la targhetta di una cassaforte certificata?

Di solito sul bordo interno della porta o sulla battuta, come piastra metallica o etichetta a prova di manomissione. Riporta la norma, il grado o la classe, il marchio dell'ente (per esempio ECB•S, VdS, ICIM) e il numero di certificato. La targhetta del costruttore, con modello e matricola, è un'altra cosa.

La cassaforte blindata vale per l’assicurazione?

Senza una certificazione documentata, no. La compagnia chiede una classe di resistenza secondo una norma, e una cassaforte «blindata» senza targhetta non la soddisfa. Dopo un furto il perito cerca la targhetta: se non c'è, si applica il massimale dei valori in casa, non quello dei valori in cassaforte.

Quale grado di cassaforte serve per casa?

Dipende dalla polizza. Senza polizza sui valori basta una EN 14450 S2 o una EN 1143-1 di grado 0, che fermano il tentativo veloce. Con una polizza sui gioielli serve quasi sempre almeno il grado I, e i gradi superiori solo se il contratto li chiede. In ogni caso la cassaforte va ancorata.

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Paolo Colnaghi
Scritto da

Paolo Colnaghi

Scrive di sicurezza fisica per CLN-Safety, che dal 2011 si occupa di vendita, trasporto e installazione di casseforti, armadi blindati, sistemi per la gestione del denaro e porte corazzate. Sul blog traduce norme e certificazioni, EN 1143-1, EN 14450, gradi di resistenza, requisiti assicurativi, in indicazioni pratiche per chi deve scegliere, installare e mantenere davvero.
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