Il nuovo articolo 628-bis del codice penale punisce la rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato con la reclusione da dieci a venticinque anni. È una delle norme più severe introdotte negli ultimi anni. E non riguarda il tuo negozio.
Lo dico subito perché in rete circola il contrario, e perché un esercente che crede di essere coperto da una norma che non lo copre prende decisioni sbagliate sulla propria sicurezza.
Che cosa dice davvero l’articolo 628-bis
La norma è stata introdotta dal decreto legge 24 febbraio 2026, n. 23, convertito con la legge 24 aprile 2026, n. 54. Nasce come risposta a un fenomeno criminale preciso: gli assalti condotti da bande strutturate, con esplosivi e tecniche paramilitari, contro obiettivi che custodiscono grandi masse di valori.
I soggetti che la norma protegge
L'elenco è chiuso, e conviene leggerlo per intero. La pena aggravata scatta quando la rapina è commessa in danno di:
- istituti di credito
- uffici postali
- sportelli automatici
- veicoli adibiti al trasporto di valori
- locali attrezzati per il deposito e la custodia di valori
La pena è la reclusione da dieci a venticinque anni con multa da 6.000 a 9.000 euro, che sale a dodici anni nel minimo quando concorrono altre aggravanti. Il reato è stato inserito fra quelli ostativi dell'articolo 4-bis dell'ordinamento penitenziario, quindi il condannato non accede ai benefici se emergono collegamenti con la criminalità organizzata, ed è prevista la confisca allargata dell'articolo 240-bis, che aggredisce i patrimoni sproporzionati rispetto al reddito dichiarato.
C'è anche un'attenuante per chi si dissocia e collabora, e la riduzione è consistente: da un terzo a due terzi della pena, una forbice più ampia di quella prevista per l'associazione mafiosa. È il meccanismo classico per sgretolare i gruppi dall'interno.

Che cos’è un «gruppo organizzato»
Qui la norma lascia un margine che vale la pena conoscere, perché è il punto su cui si giocheranno i primi processi. Il testo parla di un gruppo organizzato che «scorre in armi le campagne o le pubbliche vie» oppure usa dispositivi esplosivi o micidiali, armi, sostanze chimiche o batteriologiche, o impiega altre tecniche per compiere atti di violenza o sabotaggio.
Un numero minimo di persone non è scritto da nessuna parte. La dottrina inquadra il gruppo organizzato come una figura intermedia, e la Corte di cassazione a Sezioni Unite lo ha definito «un quid pluris rispetto al mero concorso di persone, ma un minus rispetto all'associazione per delinquere». Chi scrive che servono «almeno tre persone con ruoli distribuiti» sta aggiungendo un requisito che la legge non pone.
Perché il tuo negozio non rientra nell’elenco
La farmacia con la cassaforte dietro il bancone non è un «locale attrezzato per il deposito e la custodia di valori». Quella formula, nel linguaggio del legislatore, indica i depositi valori, le sale conta, i caveau: strutture il cui scopo è custodire valori per conto di terzi, non esercizi che vendono e hanno una cassaforte.
Il commento dottrinale alla norma è esplicito su questo: la nuova fattispecie non si applica agli esercizi commerciali comuni.
Vale la pena fermarsi un attimo su cosa significa. Lo Stato ha alzato le difese legali attorno ai bersagli che si erano già blindati da soli: banche, uffici postali, portavalori. Chi gestisce un negozio ha ricevuto un messaggio implicito e scomodo, ed è meglio leggerlo che ignorarlo. La protezione rafforzata non ti riguarda, e la difesa resta un fatto tuo.
Che cosa si applica a te: l’articolo 628
La rapina in un esercizio commerciale ricade sotto l'articolo 628, che resta una norma severa. Prevede la reclusione e la multa, con aumenti quando ricorrono le aggravanti del terzo comma: le armi, il volto travisato, il fatto commesso da più persone riunite, e diverse altre.
Quello che cambia rispetto al 628-bis è il contorno, ed è la parte che pesa sulla probabilità di essere lasciati in pace.
QUELLO CHE TI RIGUARDA
Articolo 628, rapina aggravata
È la norma che si applica a un assalto in negozio, farmacia o tabaccheria.
Che cosa comporta
- Aggravanti ordinarie del terzo comma, fra cui armi e più persone riunite
- Regime penitenziario ordinario
- Confisca secondo le regole generali
Articolo 628-bis, gruppo organizzato
Si applica a banche, uffici postali, sportelli automatici, portavalori e depositi di valori.
Che cosa comporta
- Reclusione da dieci a venticinque anni, dodici nel minimo con altre aggravanti
- Reato ostativo ai benefici penitenziari
- Confisca allargata sui patrimoni sproporzionati
La conseguenza pratica è una sola: contro chi assalta un negozio lo Stato non ha schierato il deterrente più pesante che ha. Il calcolo di convenienza del criminale, davanti alla tua vetrina, resta quello di prima.
Dove si sono spostate davvero le rapine
Il Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria pubblicato nel 2025 da OSSIF, il centro di ricerca sulla sicurezza anticrimine, fotografa il 2024 con una precisione che smonta parecchi luoghi comuni, compresi alcuni che ho letto in giro sul tema.
Il fronte bancario si è chiuso
Nel 2024 le rapine in banca sono state 51, in calo del 36,3% sull'anno precedente. Più della metà dei tentativi, il 52,9%, è fallita. Per un rapinatore la banca è diventata un obiettivo dove si perde tempo e si viene presi.
Il commercio cresce, la farmacia no
Qui il quadro va letto riga per riga, perché la sintesi «i rapinatori sono passati alle farmacie» è comoda ma sbagliata.
| Categoria, anno 2024 | Rapine | Variazione |
|---|---|---|
| Totale Italia | 28.709 | +2,3% |
| Esercizi commerciali | 4.151 | +8,7% |
| Farmacie | 290 | −19,9% |
| Banche | 51 | −36,3% |
Le rapine negli esercizi commerciali crescono davvero, e l'indice di rischio sale da 0,8 a 0,9 ogni 100 punti operativi. Milano è la provincia più colpita con 486 casi, e l'aumento più violento è quello di Bologna, +49,6%.
Le farmacie, invece, sono il controesempio: 290 rapine, il numero più basso degli ultimi dieci anni, con un indice di rischio di 1,4 ogni 100 farmacie che è il minimo mai registrato. Nel 2014 erano 1.078, quindi in un decennio il calo è del 73%.
Se leggi da qualche parte che le farmacie sono il nuovo bersaglio delle rapine, quel dato non viene dal rapporto: viene da una singola riga regionale usata al posto del quadro nazionale.
Il numero che conta di più per un negozio è quello dei furti
C'è una minaccia che nella discussione sulla rapina scompare, ed è statisticamente molto più grande.
Sempre nel 2024, gli esercizi commerciali sono la categoria con l'indice di rischio furto più alto in assoluto: 16 furti ogni 100 punti operativi, in aumento rispetto ai 15,3 dell'anno prima. La Lombardia arriva a 33,2 e Milano a 51, cioè un furto ogni due esercizi.
Metti in fila i due numeri. Le rapine negli esercizi commerciali sono 4.151 in un anno; i furti, nella stessa categoria, si contano a decine di migliaia. La rapina fa più paura perché avviene davanti a te, ma il colpo che con più probabilità subirai avviene di notte, a saracinesca abbassata, e contro quello la difesa è il mezzo di custodia.
Perché la cassaforte tradizionale non basta in orario di apertura
Il metallo difende dallo scasso notturno, non dalla minaccia durante l'apertura. Sotto la pressione di un'arma il tuo dipendente digita il codice, e il mezzo più robusto si apre in pochi secondi. Serve una difesa che agisca sul tempo, non solo sull'acciaio.
Un rapinatore sa di avere pochi minuti prima dell'arrivo delle pattuglie. Non perde tempo a forzare l'acciaio: punta l'arma contro chi è al banco e lo costringe ad aprire. La resistenza del materiale, in quel momento, non entra nell'equazione.

Come funziona la cassaforte a tempo
La cassaforte temporizzata ribalta la logica. Quando si digita il codice corretto i catenacci non si sbloccano subito: parte un conto alla rovescia programmabile, da pochi minuti a diverse decine di minuti. Quel ritardo non può essere interrotto da nessuno, né dall'operatore né dai malviventi, e nemmeno da te.
È lo stesso meccanismo che ha reso le banche quasi inattaccabili. Il rapinatore sa in anticipo che l'apertura richiederà un tempo incompatibile con una fuga sicura, e allora desiste.
Il deterrente che lavora prima dell’ingresso
La parte più sottovalutata è che il ritardo funziona anche quando nessuno entra. Le vetrofanie che segnalano la presenza di una cassaforte temporizzata comunicano a chi passa e osserva che lì il colpo non conviene, e la selezione del bersaglio avviene giorni prima dell'assalto.
C'è poi un beneficio interno, spesso trascurato. Le casseforti con registro digitale delle aperture e serrature certificate annullano i prelievi non autorizzati da parte di chi ha le chiavi: ogni apertura è tracciata, e nessuna è immediata.
Casseforti antirapina
I modelli con apertura ritardata e sistemi di deposito, pensati per l’orario di apertura.
Vedi le casseforti antirapinaChe cosa chiede l’assicurazione per rinnovare la polizza
Dopo un sinistro le compagnie non si limitano a liquidare: aprono un'ispezione peritale per verificare che i sistemi corrispondano a quanto dichiarato in contratto, secondo il principio dell'aggravamento del rischio dell'articolo 1898 del Codice Civile. E al rinnovo alzano l'asticella.
I requisiti che vedo più spesso nei contratti
Mezzo di custodia certificato
Molte compagnie chiedono una cassaforte di peso minimo, e sotto quella soglia impongono l'ancoraggio a pavimento o a parete portante. I moduli con sblocco ritardato sono spesso la condizione per mantenere massimali elevati.
Antintrusione e videosorveglianza
Allarme volumetrico e perimetrale, ripristino immediato e certificato dell'impianto se manomesso, videosorveglianza continua. L'omissione del ripristino può invalidare la garanzia per i furti successivi.
Forma a primo rischio assoluto
Evita la riduzione dell'indennizzo per la regola proporzionale, ma la contropartita dopo un sinistro sono scoperti maggiorati e franchigie fisse.
Coerenza fra dichiarato e installato
È il punto su cui si perdono più indennizzi: quello che c'è scritto in polizza deve corrispondere a quello che il perito trova in negozio.
Il meccanismo della regola proporzionale e del primo rischio assoluto, con i numeri di una trattativa reale, l'ho spiegato in quale grado di cassaforte serve per assicurare una gioielleria.

I protocolli che ogni esercente dovrebbe conoscere
Le associazioni di categoria, insieme al Ministero dell'Interno, hanno costruito protocolli operativi che cambiano l'esito di una rapina. Due meritano attenzione.
Federfarma ha aggiornato il proprio vademecum sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nel quadro del decreto legislativo 81/2008. Chiede l'aggiornamento del documento di valutazione dei rischi in base all'esposizione predatoria del locale e la formazione del personale.
Sul fronte tecnologico il pilastro è il Protocollo Quadro Videoallarme Antirapina, sottoscritto dal Ministero dell'Interno con le associazioni del commercio. Le telecamere conformi non registrano soltanto in locale: sono collegate alle centrali operative del 112.
In caso di rapina un pulsante antipanico apre un flusso video diretto verso le forze dell'ordine. L'operatore vede in tempo reale quanti sono gli aggressori, che armi hanno, se ci sono ostaggi. Le pattuglie arrivano sapendo cosa troveranno, e il video diventa una prova. Accordi analoghi esistono per il settore orafo.
Come finanziare l’adeguamento nel 2026
Una precisazione necessaria, perché su questo punto molte guide sono rimaste indietro di un anno. Il credito d'imposta Transizione 4.0 non è più disponibile: dal 1° gennaio 2026 è stato sostituito dall'iperammortamento 2026-2028 introdotto dalla legge di bilancio, con una maggiorazione del costo deducibile che cresce per scaglioni di investimento.
Resta attiva la Nuova Sabatini, rifinanziata per il biennio 2026-2027, che agisce sul finanziamento dei beni strumentali. E restano i bandi camerali, che variano di provincia in provincia.
Le regole dell'iperammortamento, con le condizioni che fanno decadere il beneficio, stanno in armadi blindati e casseforti come beni strumentali; le aliquote e i requisiti del bonus sicurezza in bonus sicurezza 2026.
Un’architettura di sicurezza, non un acquisto improvvisato
Riassumo la rotta, perché è diversa da quella che l'articolo 628-bis lascia immaginare.
La norma nuova non ti copre: protegge le banche e i portavalori, e conferma indirettamente che il fronte si è spostato verso il commercio, dove le rapine crescono dell'8,7% mentre i furti restano il rischio numero uno. La difesa non arriva dal codice penale, arriva dalla combinazione di tre cose: un mezzo di custodia che agisca sul tempo e non solo sull'acciaio, un impianto collegato alle centrali del 112, e una polizza i cui requisiti corrispondano a ciò che hai davvero installato.
Nessuna delle tre, da sola, basta. Insieme, cambiano il calcolo di chi valuta la tua vetrina.

Faq – Domande frequenti
L’articolo 628-bis si applica alle rapine nei negozi?
No. La norma elenca i soggetti protetti: istituti di credito, uffici postali, sportelli automatici, veicoli adibiti al trasporto di valori e locali attrezzati per il deposito e la custodia di valori. Un esercizio commerciale che ha una cassaforte non rientra in quest'ultima categoria, che indica depositi valori e sale conta. Alle rapine in negozio si applica l'articolo 628.
Quanti anni di carcere prevede l’articolo 628-bis?
La reclusione va da dieci a venticinque anni, con multa da 6.000 a 9.000 euro. Se l'aggravante concorre con altre circostanze il minimo sale a dodici anni e la multa a 7.000 euro. Il reato è inoltre inserito fra quelli ostativi dell'articolo 4-bis dell'ordinamento penitenziario ed è prevista la confisca allargata dell'articolo 240-bis.
Servono almeno tre persone perché ci sia un «gruppo organizzato»?
No, il numero non è indicato dalla legge. La Corte di cassazione a Sezioni Unite ha descritto il gruppo organizzato come qualcosa di più del semplice concorso di persone e di meno dell'associazione per delinquere, e la dottrina discute ancora dove passi il confine.
Le rapine nelle farmacie stanno aumentando?
No, sono al minimo del decennio. Nel 2024 sono state 290, in calo del 19,9% rispetto alle 362 dell'anno precedente, con un indice di rischio di 1,4 ogni 100 farmacie, il più basso mai rilevato. Crescono invece le rapine negli esercizi commerciali in generale: 4.151 casi, più 8,7%.
Come funziona una cassaforte a tempo e perché scoraggia le rapine?
Dopo aver digitato il codice corretto parte un conto alla rovescia programmabile, che nessuno può interrompere: né il personale né i rapinatori. Il criminale sa in anticipo che l'apertura richiederà più tempo di quanto la fuga consenta, e la segnalazione visibile del ritardo agisce da deterrente prima dell'ingresso.















