
Rampa manuale PMR a scomparsa: accessibilità senza barriere visibili
Alluminio estruso, 200 kg di portata certificata, pendenza massima 12%: la soluzione per i locali preesistenti con vincoli urbanistici e architettonici.
Esiste un confine sottile tra un locale conforme al D.M. 236/89 e uno in infrazione: spesso è largo quanto un gradino di 15 centimetri. La costruzione di una rampa fissa risolverebbe il problema, ma in un centro storico o all’ingresso di una filiale bancaria, la norma stessa esclude questa opzione: il marciapiede è troppo stretto, la Soprintendenza vieta le alterazioni permanenti, le porte blindate richiedono un piano complanare.
La Rampa Manuale PMR Serie M di Ferrimax è la risposta ingegneristica a quel confine. Si incassa nel massetto del pavimento, rimane calpestabile e invisibile fino al momento del bisogno, poi si apre con un singolo movimento in meno di 5 secondi. Nessun motoriduttore, nessun allaccio elettrico, nessun contratto di manutenzione obbligatoria. Tre modelli coprono i dislivelli tra 110 e 200 mm con una portata certificata di 200 kg e una pendenza massima del 12%, nei limiti delle deroghe previste dall’Art. 7.5 del D.M. 236/89 per gli edifici preesistenti.
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Uso cliente
Chi gestisce un ingresso con un gradino in un locale preesistente conosce il cortocircuito normativo: la rampa fissa esterna sarebbe la soluzione ovvia, ma il Comune nega l’occupazione del suolo pubblico, la Soprintendenza vieta le alterazioni della facciata, il responsabile della sicurezza esclude qualsiasi interferenza con le porte blindate. Nel frattempo, le sanzioni per barriere architettoniche non rispettate e le richieste formali da parte di utenti con disabilità non aspettano.
La Serie M risolve questo stallo in scenari dove le soluzioni convenzionali non arrivano. Nelle filiali bancarie, si incassa a filo pavimento immediatamente all’esterno della bussola interbloccata: quando la rampa è riposta, le porte blindate si chiudono ermeticamente senza intercapedini, e il gradino originale mantiene la sua funzione di barriera fisica anti-ramming. Nei locali commerciali in centro storico, la superficie superiore si può rivestire con lo stesso materiale del pavimento esistente (resine epossidiche, gomme vulcanizzate, linoleum ad alta densità), entro un vincolo di 3 mm di spessore totale, rendendo il dispositivo completamente mimetico a riposo. Negli hotel e negli uffici pubblici, la portata certificata di 200 kg la rende adatta anche al transito di carrelli porta-bagagli e attrezzature logistiche, non solo alle carrozzine.
[Confronta le dimensioni dei tre modelli nella tabella delle varianti]
Il personale interno manovra la rampa in risposta al pulsante di chiamata esterna, in piena conformità con l’Art. 5.7 del D.M. 236/89 sulla visitabilità condizionata: meno di 5 secondi per aprire, altrettanti per chiudere, nessuno sforzo fisico gravoso grazie alla struttura in alluminio estruso da 9 a 20 kg a seconda del modello.
Overview tecnica
La rampa PMR Serie M è un dispositivo meccanico passivo a scomparsa totale. Nessun componente elettronico, nessun fluido idraulico, nessun motoriduttore soggetto alla Direttiva Macchine e ai relativi obblighi di collaudo periodico. Il principio di funzionamento è una cinematica di rotazione attorno a cerniere industriali interne: un operatore solleva il piano dall’alloggiamento a pavimento e lo ribalta verso l’esterno in un unico movimento, senza assemblare moduli separati né agganciare perni secondari.
Struttura e materiali. Il telaio di contenimento e il piano di calpestio sono in alluminio estruso ad altissima resistenza, con nervature di rinforzo longitudinali e trasversali sull’intradosso. L’alluminio garantisce totale immunità alla corrosione ferrosa nelle zone di soglia, dove si concentrano acqua, fango e sali antighiaccio. Le cerniere ad alto carico, le giunture perimetrali e la bulloneria di ancoraggio sono in acciaio inossidabile per prevenire la corrosione galvanica tra metalli dissimili in ambienti umidi. La finitura standard è alluminio mandorlato antiscivolo; su richiesta sono disponibili verniciature RAL.
Portata e pendenza. La portata certificata è di 200 kg, dimensionata con coefficienti di sicurezza per i carichi dinamici della carrozzina in transito, incluse le motorizzate con accumulatori che raggiungono gli 80-100 kg di sola struttura. La pendenza massima generata è del 12% per il dislivello limite di 200 mm, nei margini di deroga previsti dall’Art. 7.5 del D.M. 236/89 per gli edifici preesistenti. Il tempo di dispiegamento è certificato inferiore ai 5 secondi.
Installazione. L’intervento è affidato interamente a imprese edili locali, senza tecnici specializzati del produttore. Il ciclo prevede: scavo del pozzetto con profondità millimetricamente corrispondente all’altezza fossa del modello scelto (59 mm per l’M1, 81 mm per l’M2, 235 mm per l’M3), livellamento del fondo con malta antiritiro o resina epossidica autolivellante, ancoraggio con tasselli meccanici o chimici nei fori preallestiti sul telaio, impermeabilizzazione del fondo per prevenire le infiltrazioni capillari tipiche delle soglie esposte. La superficie superiore accetta rivestimenti estetici purché lo spessore totale (rivestimento più colla) non superi i 3 mm: oltre questa soglia si genera un gradino d’inciampo e si altera l’equilibrio cinematico del ribaltamento.
Varianti
La Serie M è disponibile in tre modelli, ognuno ingegnerizzato per un preciso range di dislivello. La scelta del modello è vincolante prima dell’ordine e deve basarsi su un rilievo altimetrico di precisione: i modelli non sono intercambiabili post-installazione senza demolizioni aggiuntive, perché le variazioni dimensionali tra fossa e pozzetto sono radicali.
| Modello | Dislivello (mm) | Altezza fossa (mm) | Larghezza rampa (mm) | Profondità chiusa (mm) | Profondità aperta (mm) | Peso (kg) |
|---|---|---|---|---|---|---|
| PMR-M1 | 110-150 | 59 | 791 | 567 | 1.160-1.166 | 9 |
| PMR-M2 | 160-200 | 81 | 791 | 700 | 1.426-1.431 | 11 |
| PMR-M3 | 110-200 | 235 | 884 | 1.000 | 1.640 | 20 |
PMR-M1 è la soluzione più leggera (9 kg) e meno invasiva: la fossa da 59 mm interessa nella maggior parte dei casi solo il massetto non portante, senza toccare la struttura del solaio. È il modello ideale per i gradini storici fino a 15 cm e per gli ingressi con spazio di manovra ridotto all’interno del locale.
PMR-M2 copre i dislivelli tra 16 e 20 cm con una fossa da 81 mm, ancora compatibile con i solai standard senza verifiche strutturali particolari. Pesa 11 kg ed è la scelta più frequente per le filiali bancarie e i locali commerciali con gradino di altezza standard.
PMR-M3 è progettato per geometrie complesse o doppi gradini, dove la profondità di sviluppo è un fattore critico. La fossa da 235 mm richiede un’analisi preliminare della stratigrafia del solaio per escludere travetti in laterocemento, armature o tubazioni nell’area di demolizione. La larghezza maggiorata a 884 mm avvicina il dispositivo alla soglia dei 900 mm prescritta per la percorribilità autonoma, migliorando la fruibilità per le carrozzine di dimensioni standard.
Faq (Domande frequenti)
La rampa PMR Ferrimax Serie M è conforme al D.M. 236/89 per ottenere l’agibilità commerciale?
Sì, purché la pratica edilizia (SCIA o CILA) venga istruita dal professionista tecnico abilitato avvalendosi delle clausole di deroga per la visitabilità condizionata previste dagli Art. 5.7 e 7.5 del D.M. 236/89. La pendenza del 12% e la larghezza di 791 mm, inferiore ai 90 cm ordinari, sono ammesse negli edifici preesistenti con dimostrata impossibilità tecnica di installare una rampa fissa, a condizione che sia predisposto un pulsante di chiamata esterno e che il personale assista la manovra.
Quanto pesa il carico effettivo che l’operatore deve sollevare per aprire la rampa?
Il peso del dispositivo è compreso tra 9 kg (PMR-M1) e 20 kg (PMR-M3), ma il carico percepito dall’operatore durante il ribaltamento è solo una frazione di questi valori. Le cerniere agiscono come fulcro e generano un vantaggio meccanico che distribuisce il peso sull’asse di rotazione. Il dispiegamento non richiede forza significativa ed è compatibile con le norme sulla movimentazione manuale dei carichi (D.Lgs. 81/08).
È possibile rivestire la superficie superiore con gli stessi materiali del pavimento esistente?
Sì, entro un vincolo preciso: lo spessore totale del rivestimento (materiale più colla di fissaggio) non deve superare i 3 mm. Sono compatibili resine epossidiche decorative, linoleum ad alta densità, gomme vulcanizzate e moquette rase d’ingresso. Marmo, gres porcellanato e qualsiasi pavimento lapideo standard sono esclusi: superano il limite di spessore, creerebbero un gradino d’inciampo a rampa chiusa e altererebbero il bilanciamento cinematico del ribaltamento, trasformando la manovra in un’operazione fisicamente rischiosa per il personale.
Sono necessari calcoli strutturali del solaio prima dell’installazione?
Nella maggioranza dei contesti civili e commerciali, no. Il carico di 200 kg rientra ampiamente nelle portate accidentali prescritte dalle NTC per i locali aperti al pubblico (300-500 kg/mq). La verifica critica da effettuare prima dello scavo è l’analisi della stratigrafia della zona di intervento: il professionista deve accertarsi che la rimozione del massetto non intacchi travetti strutturali, armature o tubazioni di impianti. Questo controllo è particolarmente rilevante per il PMR-M3, che richiede una fossa di 235 mm.
Qual è la manutenzione ordinaria richiesta e con quale frequenza?
Il sistema puramente meccanico azzera i costi tipici dei dispositivi elettromeccanici. I protocolli consigliati prevedono tre interventi mensili: pulizia del pozzetto con aspiratore (per rimuovere detriti che impedirebbero la chiusura complanare), lavaggio della struttura con acqua tiepida e detergenti non aggressivi, e lubrificazione trimestrale delle cerniere con spray al PTFE sui perni di rotazione. In zone con climi rigidi, va verificato che l’acqua raccolta nel pozzetto non congeli bloccando i perni: l’installazione sotto pensiline o loggiati d’ingresso è la contromisura preventiva raccomandata.
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