
Armadietto blindato HS/20: 75 litri per armi corte, documenti e valori
Tre ripiani regolabili creano quattro vani separati: armi su uno, munizioni su un altro, documenti sul terzo
Un cassetto chiuso a chiave non è custodia diligente. Un armadio in legno nemmeno. Nei verbali la differenza la fa un involucro in acciaio ancorato al muro, e l'HS/20 è il formato più compatto che risponde a quel requisito.
Struttura monoblocco in lamiera da 2 mm, battente con frontale da 3 mm a protezione della serratura, e cinque catenacci nichelati da 22 mm distribuiti su tre lati. La serratura è a 6 leve con chiave a doppia mappa, e la chiave non si sfila finché i catenacci non sono estesi: chiuderlo male non è un'opzione.
Dentro, 75 litri e tre ripiani regolabili che generano quattro vani. Guarda le misure interne prima di ordinare: la luce della porta è di 260 mm.
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Armi corte, archivi e conviventi
L'HS/20 nasce per chi detiene pistole e munizioni in casa, ma la sua geometria lo rende utile anche a chi non ha armi. I quattro vani generati dai tre ripiani permettono di tenere le armi su un piano e le cartucce su un altro, che è la prassi raccomandata per evitare incidenti di caricamento involontario. La profondità interna di 240 mm accoglie anche atti notarili, scatole di preziosi e dischi di backup: uno studio professionale ci mette gli archivi cartacei sensibili e risolve la parte fisica degli obblighi GDPR.
C'è uno scenario in cui questo formato compatto vale più di un armadio grande: la convivenza fra più detentori. La detenzione è personale e non cedibile, quindi armi di padre e figlio nello stesso scomparto indiviso creano un problema in caso di ispezione, perché le munizioni accumulate vengono imputate a chi ha la disponibilità materiale del vano. Un armadietto dedicato, con le sue chiavi univoche intestate a un solo titolare, chiude la questione alla radice.
Il vincolo da conoscere prima dell'ordine: la luce netta di passaggio è di 650 x 260 mm, quindi un faldone ad anelli voluminoso entra ruotandolo in diagonale. Confronta le misure interne con quello che devi riporre.
Struttura, battente e chiusura
Il corpo è in lamiera d'acciaio da 2 mm presso-piegata e saldata in monoblocco. Senza bullonature né saldature a punti, non ci sono giunzioni dove infilare un cuneo, che è il modo in cui si aprono gli armadietti assemblati.
Il battente ha uno spessore totale di 50 mm, e vale la pena chiarire cosa significa: non è acciaio pieno, è la profondità dello scatolato che ospita cinematismi e rinvii della serratura. La lastra frontale esposta agli attacchi è da 3 mm, un millimetro più del corpo, maggiorazione mirata a contrastare la perforazione della serratura con punte al cobalto.
La chiusura conta cinque catenacci in acciaio nichelato da 22 mm su tre lati: tre orizzontali sul montante della serratura, uno verso il cielo e uno verso la base. Il quarto lato, quello delle cerniere, è chiuso da un profilo antistrappo ricavato dalla piega della lamiera, che a porta chiusa si incastra nel telaio.
La finitura è a polveri termoindurenti polimerizzate a forno: la pellicola reticolata blocca l'umidità, e un interno senza condensa preserva brunitura delle armi e stabilità delle polveri nei bossoli.
Volumi, ripiani, ancoraggio e certificazioni
Ingombro esterno 800 x 365 x 320 mm per 30 kg, con quote interne di 795 x 360 x 240 mm e una luce di passaggio della porta di 650 x 260 mm. Il volume utile è di 75 litri, sopra le casseforti a muro tradizionali che raramente superano i 30.
L'allestimento comprende tre ripiani in acciaio verniciato regolabili in altezza, che generano quattro vani sovrapponibili e si possono estrarre del tutto.
L'ancoraggio è la parte che decide tutto il resto. Con 30 kg, un armadietto non fissato viene caricato su un furgone e aperto altrove con calma e attrezzi seri. Ci sono otto fori predisposti, quattro sulla base e quattro sullo schienale: il fissaggio su due piani ortogonali toglie ai ladri il fulcro per fare leva. Su laterizio pieno o calcestruzzo bastano tasselli meccanici da 10 o 12 mm; su mattoni forati servono ancoranti chimici con barra filettata e bussola a rete.
Sulle certificazioni serve chiarezza: Technomax è certificata ISO 9001:2015, che riguarda il processo produttivo. L'HS/20 non porta una classificazione antieffrazione UNI EN 14450.
Faq (Domande frequenti)
L’armadietto blindato HS/20 è certificato?
No. L'HS/20 non porta una classificazione UNI EN 14450 in classe S1 o S2, né un grado EN 1143-1. Technomax possiede la certificazione ISO 9001:2015, che riguarda il sistema di gestione della qualità in produzione, non la resistenza allo scasso del singolo prodotto. Le due cose vengono spesso confuse nelle schede dei rivenditori.
Posso usarlo per ottenere una copertura assicurativa sui valori?
Per polizze con massimali significativi no: le compagnie calcolano i risarcimenti sulle classificazioni oggettive (S1, S2 o gradi EN 1143-1) e sull'ancoraggio a regola d'arte. L'HS/20 assolve la funzione legale di custodia diligente e ferma i furti d'impeto; per assicurare gioielli o contante rilevante serve una cassaforte certificata di grado.
Quante armi e quante munizioni posso tenerci?
Il limite non lo pone l'armadio ma la legge. Il D.Lgs. 104/2018 fissa 3 armi comuni da fuoco, 12 sportive e 8 antiche o rare, mentre l'articolo 97 del TULPS consente 200 colpi per armi corte e 1.500 per armi lunghe da caccia. I 75 litri e i quattro vani bastano ampiamente per quelle quantità, tenendo armi e munizioni su ripiani distinti.
La serratura a doppia mappa è sicura?
Contro il picking tradizionale sì: sei leve asimmetriche vanno allineate simultaneamente. Esiste però una vulnerabilità documentata, i decodificatori a perni mobili chiamati "chiavi bulgare", che per auto-impressione possono aprire serrature a leve senza lasciare segni. Per questo la chiave va tenuta addosso: è l'anello debole reale, non il metallo.
Dove va installato?
Fissato su due piani ortogonali, pavimento e parete portante, usando gli otto fori predisposti. Il cartongesso non tiene: serve laterizio pieno o calcestruzzo. Su mattoni forati vanno usati ancoranti chimici, perché la resina penetra negli alveoli e solidifica, mentre un tassello a espansione trova il vuoto e cede allo strappo.
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