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Certificazioni ignifughe: LFS 30 P o NT Fire 017? Come scegliere senza perdere i dati

Paolo Colnaghi
12 minuti di lettura
Differenza nt fire 017 en 15659 cassaforte cover articolo cln safety

Un armadio certificato per la carta ammette al suo interno 170 °C. Un armadio certificato per i dati non può superare i 50 °C. Sono due mondi separati da centoventi gradi, e la targhetta avvitata dentro la porta è l'unico posto dove la differenza è scritta.

Chi confonde le due categorie non compra un prodotto scadente. Compra un prodotto ottimo, per un contenuto sbagliato.

Perché una norma per la carta ammette 170 gradi e una per i dati si ferma a 50

Un'azienda della provincia mi ha raccontato una scena che non dimentico. Dopo un incendio nel reparto amministrativo i vigili del fuoco recuperano la cassaforte ignifuga, ancora calda ma integra. La aprono con sollievo. Dentro, i faldoni sono ingialliti e perfettamente leggibili. Accanto, due dischi rigidi con le copie di sicurezza dell'intera contabilità: fusi, deformati, illeggibili.

La cassaforte aveva funzionato. Aveva fatto esattamente ciò per cui era stata costruita e certificata: proteggere la carta.

I limiti che le norme fissano davvero

Qui serve una precisazione che quasi tutte le guide saltano, e che cambia il modo di leggere ogni scheda tecnica. I numeri che seguono non sono le temperature a cui i supporti si rompono. Sono i limiti che le norme impongono all'interno dell'armadio.

Classe e normaTemperatura interna massimaUmiditàContenuto a cui è destinata
P (EN 15659, NT Fire 017, EN 1047-1)170 °C, cioè 150 K sopra l'ambientenon misuratadocumenti cartacei, registri, contratti
D (EN 1047-1, NT Fire 017)70 °C, cioè 50 K sopra l'ambientemassimo 85% in EN 1047-1nastri, pellicole, supporti ottici
DIS (EN 1047-1, NT Fire 017)50 °C, cioè 30 K sopra l'ambientemassimo 85% in EN 1047-1dischi rigidi, memorie, dati vitali
UL Class 350177 °C, cioè 350 °Fnon previstadocumenti cartacei
UL Class 15066 °C, cioè 150 °Fmassimo 85%nastri magnetici e pellicole
UL Class 12552 °C, cioè 125 °Fmassimo 80%dischi e supporti flessibili

Le due colonne di destra spiegano una coincidenza che genera confusione. 50 gradi è il limite europeo della classe DIS, 52 è il limite americano della UL Class 125: due norme diverse, non due misure dello stesso fenomeno. Quando un catalogo scrive «sotto i 52 °C» sta citando l'UL, anche quando parla di un armadio europeo.

Perché il margine è così largo

A questo punto la domanda giusta è: se il limite per i dati è 50 °C, i dischi si rompono a 51?

No, e vale la pena dirlo con i numeri dei costruttori. Un disco rigido dichiara una temperatura di stoccaggio non operativo compresa fra −40 e +70 °C. I nastri LTO chiedono un archivio fra i 15 e i 24 °C per la conservazione di lungo periodo, e il degrado delle particelle magnetiche viene segnalato già sopra i 35 °C, cioè molto sotto il limite di classe.

Il margine non è prudenza burocratica: risponde a tre cose che una temperatura di picco non racconta.

  • La durata. Un test dura 30, 60 o 120 minuti, e il calore che entra non è un lampo ma un assedio: quello che un disco tollera per un'ora in magazzino non è quello che tollera per due ore accanto a pareti roventi.
  • L'inerzia termica. Quando l'incendio finisce, le pareti dell'armadio hanno immagazzinato energia e continuano a cederla verso l'interno per ore.
  • L'umidità, che è il punto cieco della maggior parte delle certificazioni.

Allo stesso modo, la carta non carbonizza a 170 °C. La cellulosa comincia a decomporsi verso i 300 °C, e la carta si autoaccende fra i 218 e i 246 °C: il famoso 451 Fahrenheit corrisponde a 233 °C. Il limite di 170 gradi è una soglia scelta dalla norma con un margine ampio, non il punto di rottura del materiale.

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L’umidità, il danno che non si vede arrivare

Molti armadi per documenti hanno pareti riempite con materiali che contengono acqua. Durante l'incendio quell'acqua evapora e tiene l'interno sotto i 170 °C, salvando la carta con una specie di bagno di vapore.

Lo stesso vapore condensa sui circuiti, ossida i contatti e penetra negli alloggiamenti dei dischi. È per questo che le classi per i dati impongono un limite di umidità e quelle per la carta no: un armadio nato per i documenti non protegge i dati, li cuoce. Non per difetto, ma per progetto.

Che cosa certifica lo standard LFS 30 P, e che cosa no

La sigla LFS sta per Light Fire Storage, archiviazione con resistenza al fuoco leggera. È regolata dalla norma europea EN 15659 e riguarda armadi e casseforti per uffici e abitazioni, destinati ai documenti e ai valori contro incendi di durata moderata. La lettera P finale significa Paper, carta: non è un dettaglio, è il perimetro esatto della garanzia.

Durante la prova l'armadio viene chiuso in un forno che segue la curva di riscaldamento ISO 834, la stessa usata per le prove di resistenza al fuoco degli edifici. È una formula, non una tabella arbitraria: la temperatura del forno vale 20 gradi più 345 volte il logaritmo di (8t + 1), con t in minuti.

Durata della provaTemperatura del forno
30 minuti (LFS 30 P)842 °C
60 minuti (LFS 60 P)945 °C
90 minuti1.006 °C
120 minuti1.049 °C

Il criterio di superamento è uno solo: la temperatura interna non deve salire più di 150 gradi rispetto a quella di partenza. Per i faldoni funziona. Per un disco rigido chiuso lì dentro per mezz'ora, molto meno.

Lo standard ha tre limiti che conviene conoscere prima di firmare un ordine. Non misura l'umidità interna: nessun sensore, nessun vincolo. Non prevede prove di impatto: in un edificio a più piani una cassaforte può precipitare fra le macerie, e la EN 15659 non collauda telaio e serratura dopo una caduta. E ignora la fase di raffreddamento: finiti i 30 o 60 minuti l'armadio viene estratto, mentre nella realtà resta sepolto per ore sotto materiale ancora rovente.

Se l'esigenza è custodire contratti, registri e atti in originale, l'LFS 30 P o il più capiente 60 P restano una scelta sensata. Il punto è non chiedergli ciò per cui non è stato costruito. La differenza fra le parole che si leggono nei cataloghi la trovi in ignifugo, resistente al fuoco, certificato: le tre parole non sono sinonimi.

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Come funziona NT Fire 017 e quali supporti protegge

NT Fire 017 non è una norma europea: è un metodo Nordtest, l'organizzazione nordica fondata nel 1973 sotto il Consiglio nordico dei ministri per armonizzare i metodi di prova fra i paesi scandinavi. La versione oggi in uso è stata approvata nel settembre 2003. I test si eseguono in laboratori accreditati, e il più noto è quello di RISE a Borås, in Svezia: RISE conduce la prova, non ha scritto il metodo.

Rispetto alla EN 15659 il metodo copre durate più lunghe e introduce classi pensate per i supporti digitali.

La prova è più severa già prima del fuoco. L'armadio viene condizionato per quattro settimane in una camera a 20 °C e 50% di umidità, con la porta aperta, per stabilizzare l'acqua contenuta nei materiali. Poi entra nel forno, sempre lungo la curva ISO 834.

Le tre classi ricalcano la sensibilità dei contenuti, con i limiti già visti: P fino a 170 °C, D fino a 70 °C, DIS fino a 50 °C. Ogni classe esiste nelle durate 60, 90 e 120 minuti.

Una nota utile in fase di acquisto riguarda la regola di estrapolazione del volume. I risultati ottenuti su un modello valgono per armadi di costruzione identica, purché il volume non scenda sotto la metà né superi il doppio di quello collaudato. È così che un costruttore serio certifica una linea intera provandone un modello rappresentativo.

Restano due punti ciechi, gli stessi della EN 15659: nessun igrometro durante l'incendio, nessuna prova di caduta.

Classe P, per la carta

Ammette un innalzamento di 150 K, cioè un interno fino a 170 °C.

Va bene per

  • Contratti, atti notarili, registri vidimati
  • Contabilità e pratiche in originale
  • Archivi documentali di studi e uffici
Protezione server room chubbsafes dataguard nt cln safety

LFS 30 P o NT Fire 017 DIS: il confronto che cambia la scelta

Messi uno accanto all'altro, i due riferimenti raccontano due filosofie. L'LFS 30 P è un dispositivo da ufficio per la carta. L'NT Fire 017 in classe DIS è un sistema costruito per tenere l'interno sotto i 50 °C mentre fuori si superano i mille gradi. Non è una gara fra buono e cattivo: è una questione di destinazione d'uso.

ParametroEN 15659 LFS 30 PNT Fire 017 120 DIS
Materiale protettosolo carta, faldoni, registridischi, nastri, memorie a stato solido
Temperatura interna massima170 °C (150 K sopra l'ambiente)50 °C (30 K sopra l'ambiente)
Durata della resistenza30 minuti120 minuti
Temperatura del forno842 °C1.049 °C
Tenuta al vaporeassente, anzi rilascia vapore per salvare la cartasigillature contro gas e vapore
Uso tipicostudi legali, uffici, archivi cartaceicopie di sicurezza, archivi sanitari digitali

Il numero che conta è la seconda riga. Fra i due limiti ci sono centoventi gradi, e un armadio in classe P può stare tranquillamente sopra i 100 °C per tutta la durata della prova restando conforme. È abbastanza per deformare le scocche e cancellare lo strato magnetico, molto prima che la prova finisca.

Per chi ha obblighi di conservazione, la scelta della classe è anche una questione di prove documentali: come si costruisce e come si dimostra la conformità l'ho spiegato in sicurezza fisica dei dati: come si costruisce la conformità e come si dimostra.

Chubbsafes dataguard nt supporti magnetici cln safety

EN 1047-1 e UL 72: i due protocolli più esigenti

Sopra NT Fire 017 ci sono due riferimenti che coprono i suoi punti ciechi. In Europa la norma EN 1047-1, negli Stati Uniti lo standard UL 72.

Le tre prove in più della EN 1047-1

La EN 1047-1 usa due livelli di severità, S 60 e S 120, e le stesse tre classi P, D e DIS con gli stessi limiti termici. Quello che aggiunge sono tre verifiche.

La prima è il controllo dell'umidità: per le classi D e DIS l'umidità interna non deve mai superare l'85% durante l'incendio. Chi sfora viene bocciato.

La seconda è la prova di caduta. L'armadio rovente viene sollevato e lasciato cadere da 9,15 metri, cioè trenta piedi, su un letto di ghiaia e cemento, per simulare il crollo di un solaio. Una violenza che mette alla prova telaio, cerniere e serratura nel momento di massima dilatazione del metallo.

La terza è il raffreddamento controllato. Dopo il fuoco e l'impatto l'armadio torna nel forno spento e resta lì per giorni. Supera la prova solo se la temperatura interna resta sotto il limite anche durante il lento rilascio del calore accumulato nelle pareti. È la fase in cui molti prodotti cedono, e l'unica che riproduce davvero quello che succede sotto le macerie.

Gli armadi che sopravvivono portano sigle come S 60 DIS o S 120 DIS.

Come ragiona l’UL 72

Lo standard americano classifica in gradi Fahrenheit e definisce tre classi, con un dettaglio che in Europa non esiste: il limite di umidità cambia da classe a classe.

  • Class 350: interno sotto i 350 °F, cioè 177 °C, senza vincolo di umidità. È la classe per la carta.
  • Class 150: interno sotto i 150 °F, cioè 66 °C, con umidità sotto l'85%. Pensata per nastri magnetici e pellicole.
  • Class 125: interno sotto i 125 °F, cioè 52 °C, con umidità sotto l'80%. È la più severa, destinata a dischi e supporti flessibili.

Se ti capita fra le mani una scheda tecnica con la sigla UL, ora sai perché parla di 52 gradi mentre l'armadio europeo accanto ne dichiara 50.

Come leggere la targhetta di certificazione

Una certificazione vera è incisa su una targa metallica rivettata all'interno della porta, di solito accanto alla serratura. Un adesivo stampato o un opuscolo che dichiara un armadio «costruito secondo» una norma non equivale a un prodotto «certificato da» un ente. In caso di danno e di rimborso assicurativo, la differenza pesa moltissimo.

Le sigle da tradurre a colpo d’occhio

  • P, come Paper

    Protezione per la sola carta, interno ammesso fino a 170 °C. Nessuna garanzia per l'elettronica, in nessuna condizione.

  • D, come Data

    Classe intermedia per nastri, pellicole e supporti ottici, con interno ammesso fino a 70 °C.

  • DIS, come Diskette

    Il livello per i supporti digitali sensibili, con interno sotto i 50 °C e, nella EN 1047-1, umidità sotto l'85%.

  • S 60 e S 120

    Nella EN 1047-1 indicano i due livelli di severità, cioè 60 o 120 minuti di esposizione al fuoco prima dell'urto e del raffreddamento.

  • LFS, come Light Fire Storage

    La fascia base secondo la EN 15659, seguita dai minuti di resistenza. Sotto c'è solo la dichiarazione del costruttore.

Un consiglio pratico: prima di firmare un ordine importante, vale la pena leggere insieme la targhetta interna. Un armadio con la sigla giusta e la classe sbagliata è l'acquisto più frustrante che ci sia.

Chi certifica conta: i tre marchi da cercare sulla targa

Una norma vale quanto l'ente che la verifica. La credibilità di un armadio poggia sull'accreditamento del laboratorio secondo le norme internazionali della serie ISO/IEC 17000, che regolano gli organismi di prova e di certificazione di prodotto. In Europa tre nomi ricorrono più di tutti.

ECB-S è il marchio dell'associazione europea dei costruttori di sistemi di sicurezza. La sua targa attesta che i prototipi sono stati distrutti in laboratori indipendenti, spesso estraendoli a sorte dalla produzione per evitare campioni costruiti su misura. Copre sia i livelli base sia quelli più severi, contro fuoco e contro effrazione.

RISE, l'istituto di ricerca svedese nato dall'ex SP, è il laboratorio che esegue le prove NT Fire nei suoi forni di Borås. Il suo marchio attesta anche un controllo continuo sulla linea di produzione.

VdS, in Germania, nasce come emanazione del mondo assicurativo. Una certificazione VdS implica tolleranze strette e apre la strada a polizze più solide, perché parla la stessa lingua di chi dovrà risarcire il danno.

Quando vedi una di queste sigle accompagnata da un codice di riferimento, hai davanti un prodotto la cui resistenza è stata misurata, non dichiarata. È la differenza fra una promessa e una prova.

Quale armadio scegliere in base a ciò che deve proteggere

Non esiste uno standard migliore in assoluto: esiste quello corretto per il bene che devi custodire. La scelta nasce da una domanda sola, e conviene farsela prima di guardare i listini: che cosa deve sopravvivere all'incendio, la carta o i dati?

Se l'esigenza è la carta, cioè contratti, atti notarili, registri vidimati e contabilità in originale, un armadio EN 15659 in classe LFS 30 P o 60 P è la risposta logica. Pareti meno spesse, ingombro contenuto, protezione adeguata per 30 o 60 minuti. È la scelta di studi legali, uffici del personale e archivi documentali. L'unico vincolo, da prendere sul serio, è non infilarci dentro chiavette, memorie a stato solido o dischi.

Se l'esigenza riguarda i dati digitali, cioè copie di sicurezza su nastro, archivi fotografici, dispositivi per chiavi crittografiche e banche dati sanitarie, il riferimento diventa la classe DIS, con NT Fire 017 oppure con la EN 1047-1 per gli scenari più esposti. Sono armadi con telai doppi, isolanti avanzati e guarnizioni stagne al vapore.

Su come si dimensiona e si installa un armadio per i dati, senza sbagliare volume né punto di posa, ho scritto una guida a parte: armadio ignifugo per dati: come si sceglie, si dimensiona e si installa.

Il rischio più frequente che incontro sta nel mezzo: aziende che proteggono i dati con un armadio nato per la carta, convinte di essere al sicuro. È l'errore che produce la scena con cui ho aperto questo articolo, e si previene con una verifica di pochi minuti fatta prima dell'acquisto.

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Faq – Domande frequenti

Che differenza c’è fra LFS 30 P e NT Fire 017?

LFS 30 P è una classe della norma europea EN 15659 e protegge solo la carta per 30 minuti, con un interno ammesso fino a 170 °C. NT Fire 017 è un metodo di prova nordico che copre durate di 60, 90 e 120 minuti e prevede anche le classi D e DIS per i supporti digitali, con limiti di 70 e 50 °C.

Che cosa significa la sigla DIS su un armadio ignifugo?

DIS sta per Diskette ed è la classe più severa per i supporti digitali. Impone che la temperatura interna non salga più di 30 gradi sopra quella ambiente, quindi resti sotto i 50 °C, e nella norma EN 1047-1 aggiunge il vincolo di umidità interna sotto l'85%.

Un armadio per documenti può proteggere anche i dischi?

No. Un armadio in classe P ammette al suo interno fino a 170 °C e non ha alcun vincolo di umidità: molte pareti rilasciano vapore proprio per tenere bassa la temperatura, e quel vapore ossida i contatti e penetra negli alloggiamenti dei dischi. Per i supporti digitali serve la classe DIS, o almeno la classe D.

Perché il limite per i dati è 50 °C se un disco rigido regge di più?

Perché il limite tiene conto della durata e non del picco. I costruttori dichiarano uno stoccaggio non operativo fra −40 e +70 °C, ma la prova al fuoco dura fino a due ore ed è seguita da giorni di raffreddamento, durante i quali le pareti continuano a cedere calore verso l'interno, con l'umidità che sale. I nastri LTO, per esempio, vogliono un archivio fra i 15 e i 24 °C.

Che differenza c’è fra EN 1047-1 e NT Fire 017?

Le classi e i limiti termici sono gli stessi, ma la EN 1047-1 aggiunge tre verifiche: il controllo dell'umidità interna durante l'incendio, la prova di caduta da 9,15 metri su ghiaia e cemento e il raffreddamento controllato dentro il forno spento per giorni. NT Fire 017 non prevede né il controllo dell'umidità né la prova d'urto.

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Paolo Colnaghi
Scritto da

Paolo Colnaghi

Scrive di sicurezza fisica per CLN-Safety, che dal 2011 si occupa di vendita, trasporto e installazione di casseforti, armadi blindati, sistemi per la gestione del denaro e porte corazzate. Sul blog traduce norme e certificazioni, EN 1143-1, EN 14450, gradi di resistenza, requisiti assicurativi, in indicazioni pratiche per chi deve scegliere, installare e mantenere davvero.
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